Osservatorio sulle comunicazioni AgCom: la crisi strutturale dei quotidiani tocca anche il digitale. Nell’ecommerce domina Amazon, ma Temu cresce

In questo terzo appuntamento con l’analisi dell’Osservatorio sulle comunicazioni dell’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni (AgCom) vengono affrontati i mercati dei quotidiani (cartacei e digitali) e l’ecommerce

Secondo l’analisi dell’Osservatorio sulle comunicazioni dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AgCom) la crisi strutturale dell’editoria quotidiana tocca anche il formato digitale. In calo, nel primo trimestre 2026, anche audience e tempo speso per l’informazione online.

Il valore complessivo delle aree economiche di interesse dell’Autorità è stato – nel 2025 – di quasi
59 miliardi di euro, in crescita del 3,4% rispetto all’anno precedente.

Con riferimento all’editoria quotidiana, si conferma anche nei tre mesi del 2026 la dinamica negativa del comparto che riflette una crisi strutturale già evidenziata negli anni precedenti.

Il formato cartaceo
Prendendo in esame le copie complessivamente vendute di tutti i quotidiani sul territorio nazionale, pari a 118 milioni di unità (circa 1,5 milioni di copie medie giornaliere nei tre mesi del 2026), si osserva una flessione su base annua del 7,6% e del 24,8% rispetto ai primi tre mesi del 2022.

Considerando le testate che riportano prevalentemente notizie di interesse nazionale e quelle maggiormente dedicate alle notizie locali, nel confronto con il 2025, i quotidiani appartenenti alla seconda categoria hanno registrato una riduzione più contenuta su base annua rispetto a quelli della prima categoria (-7,3% vs -7,9%). Diversamente, ampliando il confronto al 2022, le testate nazionali vedono ridotte le vendite del 23,6% a fronte di una più accentuata flessione dei quotidiani locali (-26,6%).
Le copie complessivamente vendute in formato cartaceo, pari a 85 milioni (1,1 milione di copie giornaliere), si sono ridotte su base annua del 10% (risultavano 94 milioni nel primo trimestre del 2025) e del 32,2% rispetto al 2022 quando ne venivano vendute complessivamente 125 milioni.

 

Il formato digitale
Dinamica simile, sebbene più contenuta, si può constatare con riferimento ai quotidiani venduti in formato digitale (copia replica della versione cartacea) che registrano una contrazione in termini di copie complessive confrontando il 2026 con l’anno precedente del 1,1% mentre risultano in crescita del 4%, considerando un orizzonte temporale di 5 anni (tre mesi del 2022). La distribuzione delle copie digitali fra i singoli quotidiani è più concentrata rispetto a quella cartacea. Infatti, nel 2026, le prime cinque testate in termini di copie digitali (Corriere della Sera, Il Sole 24Ore, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, La Gazzetta dello Sport) rappresentano il 63% delle copie complessivamente vendute, mentre, se si considerano le prime cinque testate in termini di copie digitali (in questo caso il Corriere della Sera, Avvenire, La Repubblica, La Gazzetta dello Sport, e La Stampa) si raggiunge una quota del 33% sul totale delle vendite dei quotidiani in tale formato.

I specializzati resilienti
Per le altre categorie individuate, nonostante il calo generalizzato delle copie complessive, alcune testate con contenuti più specialistici mostrano una maggiore resilienza. In particolare, i quotidiani sportivi in formato cartaceo risultano più stabili negli ultimi 5 anni, con una flessione moderata (-27,1%, -3,5 milioni di copie). Diversamente, i quotidiani economici, nell’arco dell’intero periodo considerato, registrano forti riduzioni nella versione cartacea (-42,8%, pari a -2,2 milioni di copie), mentre in quella digitale mostrano una contrazione meno intensa (-7,6%, pari a -500 mila copie).

L’informazione online
Con riferimento all’andamento delle audience dei siti e applicazioni di informazione generalista, a marzo 2026 si sono registrati 37 milioni e 103 mila utenti unici, con una lieve contrazione del -1% ( -359 mila visitatori), nonché del tempo speso in media (-3 minuti circa), rispetto a marzo 2025. Specificamente, con circa 28 milioni e 774 mila utenti unici, quello de La Repubblica è risultato il sito (e relative applicazioni) maggiormente frequentato (-8,9% rispetto al traffico raggiunto a marzo 2025), seguito da Corriere della Sera (26 milioni e 581 mila utenti, -8%) e TGCom24 (19 milioni e 222 mila internauti, +7,2%).

Le piattaforme ecommerce
L’analisi delle piattaforme online di ecommerce evidenzia, con 38,8 milioni di utenti unici registrati a marzo 2026, un incremento di 174mila visitatori a fronte di una contrazione del tempo speso (-3 minuti) rispetto a marzo 2025.
Nel dettaglio, ai primi posti si collocano i siti e le applicazioni di e-commerce di proprietà di Amazon, con 36 milioni e 118 mila utenti unici (in crescita del +1,5% rispetto a marzo 2025 e sostanzialmente stabile nell’arco 2022-2026), seguite da Temu (PDD Holding) in forte crescita in questi anni con 22 milioni e 402 mila utenti (+9,6%) quando a marzo 2023 erano appena 12,5 milioni e da eBay che ottiene 15 milioni e 114 mila visitatori (-5,3%) in lenta e costante flessione (18,1 milioni di utenti nel marzo 2023).

I ricavi del 2025 secondo l’Osservartorio
Il valore complessivo delle aree economiche di interesse dell’Autorità (comunicazioni elettroniche, televisione in chiaro e a pagamento, radio, editoria quotidiana e periodica, pubblicità online, servizi di corrispondenza e consegna pacchi) è valutabile, a fine 2025, in 58,84 miliardi di euro, in crescita su base annua del 3,4% e dell’11,2% con riferimento al 2021 (anno d’inizio del periodo analizzato) che si riflette in una variazione complessiva pari a 1,93 miliardi di euro su base annua, e di 5,91 miliardi di euro rispetto al 2021.

Negli ultimi cinque anni (2021-2025), le risorse delle comunicazioni elettroniche sono cresciute di circa 1,68 miliardi di euro (da 27,85 a 29,53 miliardi di euro), frutto di una dinamica che ha visto crescere i ricavi da rete fissa (+20% nel periodo considerato) in contrapposizione alla riduzione di quelli da rete mobile (-11,4%); da rilevare che su base annua si registra una crescita delle risorse dell’intero comparto del 4,5%.

La spesa finale della clientela residenziale e affari nel 2025 è cresciuta dell’1,1% su base annua e del 4,3% rispetto al 2020.

TV e radio
Tra il 2021 ed il 2025 i ricavi della televisione crescono, nel complesso, di circa 910 milioni di euro (da 8,02 nel 2021 a 8,93 miliardi di euro nel 2025). Le risorse della radio (circa 630 milioni nel 2025) non mostrano mutamenti significativi, mentre quelle dell’editoria quotidiana e periodica si sono ridotte, nell’intero periodo considerato, di circa 550 milioni di euro (da 3,04 a 2,48 miliardi di euro, -18,2%).

La pubblicità online
Nello stesso arco di tempo, il valore della pubblicità online è cresciuto a ritmo sostenuto, passando da 5,54 miliardi di euro stimati per il 2021 a 8,42 miliardi di euro nel 2025, con la componente ascrivibile alle sole piattaforme valutabile nel 2025 in circa 7,37 miliardi di euro (in crescita del 7,1% su base annua e del 63,7% rispetto al valore del 2021).

Vedi articoli correlati su Total Audience TV e Piattaforme streaming e social
SCARICA IL PDF DELL’OSSERVATORIO

Osservatorio sulle comunicazioni AgCom: la crisi strutturale dei quotidiani tocca anche il digitale. Nell’ecommerce domina Amazon, ma Temu cresce ultima modifica: 2026-08-06T22:27:54+02:00 da Redazione

Tags:

,

Related posts