Intervista all’a.d. di Stock Spirits Italia, Davide Gibertini, che ci racconta le novità per il 2026 e come evolve la comunicazione dell’azienda
L’altalena floreale allestita da Limoncè davanti a Palazzo Ducezio di Noto, in occasione dell’Infiorata, racconta molto della direzione intrapresa da Stock Spirits Italia sul fronte della comunicazione. Non solo un’installazione scenografica, ma un’esperienza pensata per essere vissuta, fotografata e condivisa, capace di trasformare un evento sul territorio in un amplificatore di contenuti digitali.
Un approccio che Davide Gibertini, amministratore delegato dell’azienda, definisce «ibrido e integrato», e che nel 2026 viene sostenuto da investimenti in comunicazione in crescita per accompagnare anche Keglevich e il lancio di Sierra Tequila.

Quali brand del vostro portafoglio saranno al centro degli investimenti in comunicazione quest’anno?
«Il 2026 sarà un anno all’insegna della valorizzazione dei grandi marchi storici del nostro portfolio.Protagonista assoluto è Limoncè, un vero love brand che da oltre 35 anni incarna l’essenza della convivialità e della solarità italiana. Oggi si rinnova con energia, entrando con decisione nel mondo della mixology grazie al lancio di Limoncè Aperitivo alla Siciliana: l’ingrediente per uno Spritz alternativo, fresco e bilanciato nella gradazione alcolica. Grande attenzione anche a Keglevich, che sta vivendo una nuova fase di riscoperta. Il recente revamp della vodka lo proietta al centro della scena mixology, intercettando i gusti di una nuova generazione di consumatori».
Quali saranno le principali campagne dell’estate 2026?
«Nell’estate 2026 continua il percorso in comunicazione di Limoncè, pronto a riaffermarsi come l’alleato ideale del dopo pasto e, da oggi, anche protagonista dell’aperitivo. Una campagna dedicata a Limoncè Originale e Limoncè Aperitivo, mirata su radio nazionali e canali digital, accompagnerà i consumatori nei momenti chiave della giornata, diventando la colonna sonora dei loro spostamenti e delle occasioni di convivialità. A rafforzare questo racconto di marca si inserisce la recente partecipazione come main sponsor alla 47ª edizione dell’Infiorata di Noto: per il secondo anno consecutivo, Limoncè è tornato nella terra dei suoi limoni femminello, celebrando il legame con la Sicilia. Un’esperienza amplificata e resa ancora più speciale dalla presenza di 8 creator di primo piano del panorama italiano.
Con Keglevich abbiamo dato il via a un progetto esclusivo dedicato al mondo dei bartender, inaugurato il 4 maggio presso Arca Milano. Protagonisti della serata, 8 tra i migliori bartender della scena milanese, coinvolti in un’esperienza immersiva di blind tasting che li ha portati a riscoprire la qualità di Keglevich.
Questo evento ha segnato l’inizio dell’era KegleVIP: una community pensata per accompagnare i bartender nel loro percorso di crescita professionale, andando oltre la semplice mixology e creando uno spazio di confronto, evoluzione e ispirazione. Un progetto che ha trovato ulteriore risonanza grazie alla collaborazione con Bargiornale, amplificando il racconto e il coinvolgimento dell’intera industry».

Ci saranno nuovi territori creativi o linguaggi di comunicazione su cui avete deciso di puntare maggiormente quest’anno?
«Abbiamo scelto di puntare con decisione sul linguaggio dell’esperienzialità e dell’interazione cross-mediale. Non vogliamo che i nostri brand si limitino a comunicare, ma che diventino esperienze da vivere, condividere e ricordare, insieme ai consumatori e ai bartender.
A Noto, per esempio, abbiamo realizzato un’installazione scenografica unica: un’altalena floreale davanti a Palazzo Ducezio, progettata per diventare un vero e proprio catalizzatore di contenuti, capace di stimolare la content creation spontanea e l’engagement sui social.
Lo stesso approccio è alla base di KegleVIP: un progetto nato da un evento immersivo e costruito per evolvere in una community dinamica, dove il coinvolgimento diretto e l’interazione autentica sono al centro. Un ecosistema vivo, in cui i bartender non sono semplici spettatori, ma protagonisti attivi di un’esperienza condivisa».
Come sta evolvendo il vostro media mix?
«Il nostro media mix evolve verso un modello sempre più ibrido e integrato. Gli eventi sul territorio diventano veri e propri motori di contenuto, amplificati da influencer strategici e asset proprietari, mentre digital e social mantengono viva la conversazione ogni giorno, prolungando l’esperienza nel tempo.
Un esempio concreto è la trasformazione della Loggia del Mercato di Noto in un hub immersivo dedicato al Limoncè Spritz: uno spazio in cui l’esperienza di tasting si unisce alla creazione spontanea di contenuti, generando una vera e propria wave digitale capace di amplificare la visibilità del brand.
I mezzi tradizionali restano fondamentali per garantire copertura e autorevolezza, ma oggi il nostro obiettivo è creare ecosistemi in cui eventi e social lavorino in perfetta sinergia, moltiplicando l’impatto e rendendo ogni attivazione più memorabile ed efficace».
Per il 2026 prevedete un incremento degli investimenti in comunicazione? Su quali aree punterete maggiormente?
«Per il 2026, Stock Spirits Italia prevede un incremento degli investimenti mirato e altamente strategico. Le principali aree di focus saranno la brand experience sul territorio — attraverso eventi e sponsorizzazioni ad alto valore culturale e locale — e il rafforzamento del canale Horeca, con un’attenzione particolare al momento dell’aperitivo, sempre più centrale nelle abitudini di consumo.
L’obiettivo è chiaro: investire in progetti capaci di generare valore reale e duraturo, costruendo un legame emotivo autentico e profondo con il pubblico. Non semplici attivazioni, ma esperienze in grado di lasciare un segno e trasformarsi in connessioni di lungo periodo con i nostri brand».
Parliamo di agenzie di comunicazione: quali competenze considerate oggi più strategiche per sostenere l’evoluzione della comunicazione dei vostri brand?
«Oggi consideriamo davvero strategiche l’agilità creativa e la capacità dei territori di raccontare i nostri prodotti attraverso esperienze autentiche.
Un’agenzia moderna deve saper tradurre i valori storici di un brand in formati “liquidi”, versatili e contemporanei: capaci di vivere con la stessa efficacia su un bozzetto floreale in una piazza storica quanto in un video verticale di 15 secondi su Instagram.
La vera differenza la fa la sensibilità nel cogliere i trend, reinterpretandoli senza mai tradire l’autenticità del marchio. È proprio questo equilibrio — tra innovazione e coerenza — l’asset competitivo che oggi ricerchiamo di più».
Sul fronte innovazione di prodotto, ci sono novità o lanci in arrivo?
«Assolutamente sì. L’innovazione per noi cammina di pari passo con la contemporaneità del consumo. Il biennio 2026/2027 vedrà l’ingresso di un protagonista di rilievo europeo: Sierra Tequila, per cavalcare il crescente trend della tequila in Italia, sempre più apprezzata e richiesta dai consumatori (si tratta di un’estensione della distribuzione al canale off-trade; il brand è già presente nel canale on-trade con una piccola quota, ma il rafforzamento verso il consumatore finale rappresenta per l’azienda un vero e proprio lancio del marchio in Italia, n.d.r.).
Verso la fine dell’estate farà il suo ingresso nel mondo dell’aperitivo il nuovo Limoncè Spritz RTD, uno spritz Limoncè pronto da bere in bottiglietta di vetro, ideale per gli amanti dell’aperitivo facile e veloce. Inizialmente sarà previsto principalmente per il consumo a casa».
SCENARI DI MERCATO
Fin qui le strategie di Stock Spirits Italia per il 2026. Ma l’intervista ha offerto anche l’occasione per riflettere sulle dinamiche che stanno trasformando il comparto beverage. Dalla differenziazione in un mercato sempre più affollato all’evoluzione dell’aperitivo contemporaneo, fino ai driver che orientano le strategie di marketing, abbiamo chiesto a Gibertini di leggere i principali trend del settore.
Il mercato del beverage è sempre più affollato: come si costruisce oggi differenziazione?
«Oggi la differenziazione non si gioca più solo sullo scaffale o sul prezzo, ma sulla rilevanza culturale e sull’autenticità delle materie prime. In un mercato saturo, vincono i brand che hanno una storia vera da raccontare e la capacità di restare fedeli alle proprie radici, parlando al tempo stesso i linguaggi contemporanei. Limoncè ad esempio si distingue proprio per questo: i consumatori riconoscono che dietro al suo sapore c’è una filiera di limoni 100% siciliani e una tradizione di convivialità che dura da oltre trentacinque anni. Ma oggi, più che mai, la vera differenza la fa ciò che si costruisce intorno al prodotto: l’esperienza, il racconto e la capacità di trasformare un momento di consumo in qualcosa di memorabile e condivisibile».
Negli ultimi anni avete parlato molto di “nuovi momenti di consumo”: come stanno cambiando le abitudini degli italiani?
«Gli italiani stanno ridefinendo i confini della socialità, spostandosi sempre più verso occasioni di consumo diurne, più leggere e destrutturate. L’aperitivo evolve: non è più solo un rito pre-cena, ma diventa un momento fluido di decompressione e condivisione, da vivere in modo spontaneo e senza schemi. Emergono nuovi codici: solarità, freschezza e convivialità guidano le scelte dei consumatori, sempre più alla ricerca di esperienze appaganti ma equilibrate.
In questo scenario si inserisce il successo del nostro Limoncè Spritz, protagonista durante i momenti diurni all’Infiorata di Noto, perché l’aperitivo in Italia è anche pre-pranzo. Un riscontro che conferma una forte domanda di alternative fresche, dissetanti e a minor contenuto alcolico — perfettamente in linea con il nuovo modo di vivere l’aperitivo contemporaneo».
Quali sono oggi i principali driver che guidano le vostre strategie marketing: premiumizzazione, low alcohol, mixology, convivialità, experiential?
«Tutti questi driver sono profondamente interconnessi nelle nostre strategie per il 2026. Se dovessimo sintetizzarli, diremmo che convivialità ed experiential rappresentano il cuore della nostra visione creativa, guidata — sul fronte di prodotto — dai trend della mixology e del low alcohol.Il low alcohol ci permette di intercettare una crescente esigenza di consumo più consapevole e leggero, come dimostra Limoncè Aperitivo alla Siciliana (14,8°).
Parallelamente, la mixology diventa uno strumento per innovare modalità e rituali di consumo, rendendoli più contemporanei e rilevanti, lo facciamo ad esempio con la gamma dei RTD di Keglevich che sono anche low alc. La premiumizzazione contribuisce a elevare il percepito dei nostri brand, anche attraverso un’attenta evoluzione del packaging, mentre eventi e influencer rappresentano il punto di incontro perfetto tra convivialità ed esperienza sul territorio. Un ecosistema integrato, in cui ogni leva contribuisce a costruire valore, relazione e desiderabilità attorno ai nostri marchi».
Luca Orma









