Uno studio di Dentsu indaga le trasformazioni che ridefiniranno il settore fashion & luxury
Nell’era degli AI gatekeepers, il futuro del fashion & luxury sarà sempre più influenzato da sistemi predittivi capaci di filtrare e selezionare le scelte prima ancora che arrivino alle persone.
È quanto emerge da Luxury Fashion 2035, lo studio realizzato da Dentsu a partire dagli insight del report globale Consumer Vision 2035: The Era of the Insight to Foresight Pivot, basato su un’indagine condotta su 30.000 consumatori in 27 Paesi e su interviste a 20 esperti internazionali di innovazione.
Secondo il report, tecnologia, cultura e comportamenti di consumo stanno convergendo verso un modello in cui la rilevanza dei brand viene valutata due volte: prima dagli algoritmi e poi dai consumatori. L’intelligenza artificiale sta infatti ridefinendo criteri di scelta, aspettative e modalità di interazione tra persone e marchi.
I dati evidenziano un cambiamento già in atto: quasi la metà degli intervistati vorrebbe un proprio “AI clone”, oltre tre quarti desiderano brand capaci di anticipare bisogni e preferenze e il 70% ritiene che entro il 2035 l’AI sarà integrata nella maggior parte delle attività quotidiane. Parallelamente, l’84% si dichiara interessato alle augmented experiences e il 57% agli smart glasses. Il consumatore del futuro vivrà quindi in un ambiente sempre più ibrido, predittivo e personalizzato.
Per il settore fashion & luxury questo scenario apre una nuova competizione algoritmica. Boutique capaci di riconoscere stati emotivi e contesto, smart mirror evoluti e sistemi di wardrobe analysis potrebbero diventare parte integrante dell’esperienza di acquisto. Il lusso si trasforma così in un ecosistema in grado di interpretare segnali e comportamenti, andando oltre le preferenze dichiarate.
Anche i modelli di consumo sono destinati a evolvere. Tre consumatori su quattro prevedono che entro il 2035 i propri dispositivi saranno in grado di riordinare automaticamente prodotti o prenotare servizi. Nel fashion questo potrebbe tradursi in guardaroba connessi, capsule collection on demand e filiere sempre più agili, sostenute da intelligenza artificiale e automazione avanzata.
La sostenibilità assume inoltre una dimensione sempre più rigenerativa: il 90% dei consumatori preferisce brand che contribuiscono attivamente alla rigenerazione delle risorse naturali. Allo stesso tempo, il cambiamento climatico spinge il settore verso filiere più resilienti e materiali più circolari, mentre alcune materie prime pregiate potrebbero diventare più rare.
Sul piano culturale, Africa e Asia sono destinate a ridefinire i codici estetici globali, imponendo alle maison identità più fluide e inclusive. Intanto, sette consumatori su dieci prevedono di trascorrere più tempo con contenuti generati dagli utenti, rafforzando ecosistemi sempre più partecipativi.
Nei prossimi anni emergeranno AI stylist e interfacce conversazionali capaci di comprendere emozioni, preferenze e contesto. Per i brand la sfida sarà presidiare i nuovi sistemi di raccomandazione senza perdere rilevanza culturale ed emotiva. In uno scenario dominato dagli algoritmi, essere scelti dalle macchine potrebbe diventare importante quanto essere scelti dalle persone.
«Nel Fashion & Luxury la differenza non la farà chi adotterà più AI, ma chi saprà integrare creatività, dati, cultura e innovazione in una proposta di valore distintiva e coerente. Le maison che guideranno il futuro saranno quelle capaci di evolvere da produttori di eccellenza a piattaforme culturali riconosciute tanto dalle persone quanto dagli algoritmi che le rappresenteranno» commenta Mariano Di Benedetto, ceo Western & Southern Europe & MEA, Dentsu.





