Largo consumo: +2,5% nei primi nove mesi del 2026. Italiani sempre meno fedeli a un solo retailer

Centromarca fa il punto sul mercato tra pressioni energetiche e consumi in tenuta. Secondo Circana, il comparto cresce a valore e a volume, mentre i dati YouGov evidenziano una spesa sempre più frammentata: servizi, relazione con il punto vendita e assortimento pesano più della convenienza nella scelta dell’insegna

Il largo consumo confezionato cresce del 2,5% a valore e del 2,2% a volume nei primi nove mesi del 2026, con una dinamica dei prezzi stabile. Un andamento che si confronta con uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche e rincari energetici, ma anche con consumatori sempre meno fedeli a una singola insegna. Sono questi i due fronti emersi dall’incontro annuale tra industria di marca e distribuzione moderna promosso da Centromarca a Milano il 21 e 22 ottobre.

Sul fronte economico, l’analisi di Prometeia segnala il peso crescente delle crisi energetiche e delle tensioni internazionali sulle catene di approvvigionamento e sui costi delle imprese. Per l’Italia, particolarmente esposta alle oscillazioni del prezzo del gas, le prospettive indicano una crescita del Pil dello 0,9% nel 2026, destinata a rallentare allo 0,6% nel 2027.

Francesco Mutti, presidente di Centromarca

In questo contesto, il presidente di Centromarca, Francesco Mutti, richiama l’attenzione sul contributo della filiera al contenimento dei prezzi. Nei primi otto mesi del 2026, l’inflazione del carrello della spesa italiano si è attestata all’1,8%, contro il 2,3% della Spagna. Rispetto al 2019, l’aumento cumulato dei prezzi è stato del 26,2% in Italia, contro il 32,5% nell’Area euro.

Per Mutti, i dati mostrano come industria di marca e grande distribuzione abbiano assorbito parte delle pressioni sui costi, anche a scapito dei margini. Da qui l’invito a superare le contrapposizioni tra i due comparti e a definire una posizione comune nel confronto con istituzioni, media e opinione pubblica.

Consumi in crescita, trainano i prodotti freschi

Secondo Circana, la crescita del largo consumo nei primi nove mesi dell’anno è sostenuta soprattutto dai prodotti freschi, che contribuiscono per 1,2 punti percentuali allo sviluppo a valore, circa la metà del totale. Seguono bevande (+0,4 punti), drogheria alimentare e freddo (+0,3 punti ciascuno), petcare (+0,2) e cura persona (+0,1). La cura casa registra invece una lieve contrazione.

La componente stagionale ha avuto un peso rilevante sull’andamento dei volumi: a marzo, anche per effetto della Pasqua, il mercato ha segnato una crescita del 3,8%, mentre tra maggio e agosto si è concentrata oltre due terzi dello sviluppo complessivo del settore.

La fedeltà alle insegne si costruisce oltre il prezzo

Per il marketing della distribuzione, uno dei segnali più rilevanti arriva dalle rilevazioni YouGov sulle abitudini di acquisto. Gli italiani frequentano in media 9,5 insegne all’anno, quasi una in più rispetto al 2023. Ad agosto, gli atti di acquisto medi per famiglia hanno raggiunto quota 215 su base annua, in aumento del 4,2% rispetto all’anno precedente e del 15,3% in tre anni.

La crescente frammentazione della spesa rende più difficile per i retailer consolidare la relazione con i clienti. E la convenienza, pur restando un fattore competitivo, non è l’unica leva su cui intervenire.

Un’indagine YouGov per Centromarca individua nella relazione e nella vicinanza con il punto vendita il principale motore della fedeltà all’insegna, con il 30,2% delle indicazioni. Seguono i servizi (26,5%), l’offerta (19,7%), la convenienza (18,3%) e la responsabilità sociale (5,3%).

A incidere sulla scelta contribuisce anche la capacità di costruire assortimenti in linea con le nuove domande, dai prodotti legati al benessere e alla funzionalità alle referenze etniche. Per le insegne, la sfida è quindi lavorare su servizi, proposta commerciale e relazione con il cliente in un mercato in cui la spesa si distribuisce su un numero crescente di punti vendita.

Largo consumo: +2,5% nei primi nove mesi del 2026. Italiani sempre meno fedeli a un solo retailer ultima modifica: 2026-10-22T13:41:08+02:00 da Redazione

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