La ricerca Reinvent for Growth di Accenture fotografa un’audience sempre più frammentata: un italiano su due ha disdetto almeno due abbonamenti streaming nell’ultimo anno
Raggiungere grandi audience non basta più a far crescere le aziende media. È quanto emerge da Reinvent for Growth, la ricerca di Accenture sul futuro dell’intrattenimento, condotta su 6.000 consumatori in dieci mercati, Italia compresa, e su 300 dirigenti del settore media. La fedeltà agli abbonamenti streaming si indebolisce e il consumo di contenuti si distribuisce tra social media, video, musica, gaming e informazione digitale.
In Italia, un consumatore su due ha cancellato almeno due abbonamenti a servizi di streaming a pagamento (SVOD) nell’ultimo anno, in linea con il dato globale. Un segnale che mette sotto pressione i modelli basati sulla sottoscrizione.
La frammentazione dei consumi si riflette anche nell’interesse per le offerte che riuniscono più servizi in un’unica applicazione. Solo il 6% degli italiani sarebbe disposto a pagare per una soluzione all-in-one, contro il 19% a livello globale. Una quota molto più ampia, pari al 42% (45% nel mondo), si dichiara interessata, ma senza voler sostenere un costo.
Allo stesso tempo, social media e social video mantengono livelli elevati di engagement, rispettivamente al 74% e al 62%: per questo, secondo la ricerca, le piattaforme devono ripensarsi come ecosistemi capaci di generare una relazione quotidiana con il pubblico. Anche la visione dei contenuti long form è sempre più accompagnata da altre attività: il 29% degli italiani (36% a livello globale) utilizza regolarmente un secondo schermo, soprattutto per accedere ai social.

«La crescita delle aziende media non può più dipendere dalla sola capacità di raggiungere grandi audience, ma deve passare attraverso una reinvenzione del modo di operare. La nostra ricerca evidenzia come gli italiani siano sempre più selettivi nelle proprie scelte di consumo. In un mercato che per anni ha premiato soprattutto la scala, oggi il vero elemento distintivo è la rilevanza», osserva Marco Addino, communications, media & technology lead di Accenture Italia, che sottolinea anche la necessità di comprendere l’evoluzione delle aspettative dei consumatori per individuare opportunità di crescita.
Sul fronte delle imprese, la ricerca evidenzia il divario tra la percezione del potenziale tecnologico e la sua applicazione. Oltre il 90% dei manager considera l’intelligenza artificiale moderatamente o altamente dirompente e l’87% si aspetta benefici nella produzione e post-produzione dei contenuti. Solo il 3% delle aziende, tuttavia, dichiara di avere una visione pienamente matura del suo impatto sul business.
A questo si aggiungono infrastrutture tecnologiche rigide e carenze di competenze avanzate, indicate dall’88% dei dirigenti. Solo il 20% sta già puntando a una trasformazione radicale del proprio modello di business. Per Accenture, la crescita del settore passa dalla capacità di superare questi vincoli e sviluppare ecosistemi multipiattaforma, offerte a maggiore valore aggiunto e nuovi formati interattivi.





