Havas PR Italia e SCS Consulting hanno riunito aziende e professionisti per discutere di compliance, reputazione e credibilità della comunicazione
La sostenibilità sta diventando anche una questione di credibilità della comunicazione. Con l’evoluzione delle normative e l’aumento delle aspettative degli stakeholder, alle aziende non viene più chiesto soltanto di misurare e rendicontare i propri impatti, ma di dimostrare in modo comprensibile e verificabile ciò che dichiarano.
Secondo la Sustainability Study 2026 di FFIND, il 77% dei consumatori italiani è scettico rispetto alle comunicazioni di sostenibilità dei brand. Sul fronte degli investitori ESG, il 47% dichiara invece difficoltà nel verificare la credibilità dei report, secondo la 2025 State of ESG Data Survey di Morningstar Sustainalytics.

In questo scenario, compliance e comunicazione tendono a convergere. «Si sta superando l’approccio strettamente formale e normativo verso una maggiore attenzione all’impatto effettivo e alla comunicazione verso gli stakeholder», osserva Corrado Tomassini, vice president, board member e partner di Havas PR Italia. Per le aziende, sostiene, il capitale ESG può diventare anche una leva di posizionamento e reputazione, a condizione che sia supportato da elementi concreti.
La crescente regolamentazione sui temi E, S e G rende inoltre necessaria una maggiore collaborazione tra funzioni aziendali. «Ai professionisti sono oggi richieste competenze sempre più interdipendenti e maggiore collaborazione interfunzionale», sottolinea Giovanni Ravelli, direttore area sostenibilità di SCS Consulting, indicando nella combinazione tra solidità tecnica, conformità normativa ed efficacia comunicativa uno dei nodi del nuovo scenario.
Il cambiamento riguarda anche il ruolo della comunicazione. Non basta più costruire la narrazione a valle delle strategie di sostenibilità: comunicazione e sostenibilità devono essere integrate già nelle fasi di definizione degli obiettivi, così da mantenere coerenza tra ciò che l’azienda fa, misura e comunica.
La prospettiva delle aziende conferma la complessità del processo. Gianmarco Tammaro, corporate communication & sustainability manager del Gruppo Lactalis Italia, richiama la difficoltà di gestire l’incertezza normativa e anticiparne gli effetti sui processi aziendali. Sara Faravelli, head of corporate communication di Purina Southern Europe, pone invece l’accento sulla necessità di adattare la narrazione a mercati locali che non sempre trovano piena rappresentazione nei dati europei.
Per entrambe le realtà, la risposta passa da una collaborazione più strutturata tra le diverse funzioni e da un approccio preventivo alla compliance. L’obiettivo è arrivare a comunicazioni sostenibili non solo conformi, ma anche coerenti, verificabili e credibili per gli stakeholder.





