Il Giurì dello IAP si è pronunciato sulla campagna pubblicitaria di Iliad con Megan Gale, ritenendola non in contrasto con il Codice di Autodisciplina
Il Giurì dell’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha dato il via libera allo spot di Iliad con protagonista Megan Gale, respingendo le richieste di Fastweb + Vodafone.
I fatti sono noti. Fastweb + Vodafone aveva chiesto a Iliad l’immediata cessazione della diffusione della campagna “Poche cose sono per sempre”, contestando quello che definiva “un indebito e ingiustificato agganciamento alla notorietà e all’immagine aziendale Vodafone”.
Al centro della vicenda, la scelta di affidare lo spot a Megan Gale, storica testimonial degli spot prima di Omnitel e poi di Vodafone tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila. Secondo Fastweb, oggi licenziataria del marchio Vodafone, la campagna avrebbe inoltre suggerito un effetto denigratorio nei confronti del brand concorrente, lasciando intendere che persino la sua testimonial storica avesse scelto di “cambiare”.
La società contestava anche la violazione di diverse norme del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, ipotizzando un caso di concorrenza sleale e riservandosi di agire nelle sedi competenti.
Il Giurì dell’IAP ha però respinto il ricorso, consentendo così a Iliad di proseguire la diffusione dello spot: «Il Giurì, esaminati gli atti e sentite le parti, dichiara che le comunicazioni esaminate non sono in contrasto con il Codice di Autodisciplina».
Le motivazioni alla base della decisione non sono state ancora rese note.





