Entra in vigore il DDL Beneficenza che introduce nuove regole di trasparenza, restano le perplessità sulle sue applicazioni

Nato sull’onda del ‘Pandorogate’, il DDL 1864 – soprannominato DDL Beneficenza – sarà attivo dal 21 luglio con obblighi per le aziende

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Lunedì 21 luglio entrerà in vigore quello che tecnicamente si chiama DDL 1864, altrimenti ribattezzato DDL Beneficenza, che dovrebbe introdurre nuove regole di trasparenza per le iniziative commerciali di cui una quota dei ricavi viene destinata ad attività solidaristiche.

Nato sull’onda del cosiddetto ‘Pandorogate’ seguendo l’indignazione popolare, ha percorso il suo iter relativamente in fretta rispetto ad altre legislazioni – respingendo ogni emendamento presentato – con l’obiettivo di rafforzare gli obblighi informativi nei confronti dei consumatori da parte delle aziende che avviano queste iniziative e affidando all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) il compito di vigilare e sanzionare, seppure non adeguandone le risorse per farlo.

Pur avendo ascoltato in audizione i principali stakeholder – dall’UPA che rappresenta le aziende investitrici in pubblicità, all’Associazione Italiana Fundraiser (ASSIF) alla stessa AGCM – il Governo non ha accolto le perplessità sugli aspetti applicativi del DDL.

Approfondire e mitigare. Sul tema è intervenuto il presidente UPA Marco Travaglia in occasione della parte pubblica dell’Assemblea annuale, rilevando “un fronte di criticità” per gli associati e che UPA intende approfondire per poter, eventualmente, cercare di mitigare. L’associazione è coinvolta doppiamente, perché rappresenta sia aziende che svolgono attività di investimento con finalità benefica, sia alcune rilevanti realtà del terzo settore che ricevono le donazioni “per servizi rilevantissimi per le persone”, ha sottolineato Travaglia.

Pur apprezzando la volontà di mettere un freno alle frodi che finiscono per danneggiare anche chi fa bene, l’associazione prevede che l’effetto del DDL 1864 sarà “quello di produrre certamente un’alea di sospetto e un minor volume di devoluzioni al terzo settore – alcuni studi lo calcolano tra il 20% e il 30% in meno. E ad avere maggiori conseguenze negative saranno le persone che sono gli effettivi destinatari dei servizi erogati dagli enti no-profit”, ha aggiunto Travaglia. “Le aziende che investono in comunicazione non sono refrattarie alla regole. Al contrario, le aziende subiscono la mancanza di regole. Con una sola condizione: le regole devono essere chiare e soprattutto applicabili. Continueremo a lavorare perché sia questo il punto di arrivo delle regolamentazioni in materia”, ha detto il presidente UPA.

La legge c’è e va rispettata: UPA sta però cercando di capire come mitigarne l’applicazione, magari in attesa della definizione del regolamento attuativo – che sarà scritto dall’AGCM così come i testi informativi e i criteri delle sanzioni -, oltre che fare una stima del valore economico di queste iniziative, considerato che molte aziende hanno un prodotto ‘ambassador’ di iniziative benefiche e ascoltare la Commissione Public Affairs, la cui prossima riunione non sarà prima di settembre.

Sovrapposizione. Come rilevato anche da ASSIF, il decreto in realtà lascia scoperte troppe forme di donazione e si limita a considerare solo il Cause Related Marketing senza inglobate forme più articolate; in più, aggrava la burocrazia; stanzia poche risorse per effettuare i controlli da parte dell’AGCM; si sovrappone all’efficace Codice del Consumo – in base al quale è stato scoperchiato il ‘Pandorogate’ – e alla stessa normativa europea in materia di protezione dei consumatori; impone una notifica ex ante all’Authority il cui compito è valutare ex post; esige una rendicontazione in tempi troppo compressi rispetto ad attività che si svolgono nel corso di diversi mesi; implica soluzioni complesse e onerose come lo spostare sul punto vendita le informazioni che non possono essere veicolate da un semplice adesivo apposto sulla confezione, mentre le aziende chiedevano soluzioni più adeguate come un QR code tramite il quale accedere alle informazioni sul progetto sostenuto con la donazione connessa all’acquisto di un prodotto.

Entra in vigore il DDL Beneficenza che introduce nuove regole di trasparenza, restano le perplessità sulle sue applicazioni ultima modifica: 2026-07-16T11:17:40+02:00 da Redazione

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