La conferenza Be Blue 2026 ha proposto una riflessione ampia e trasversale sul valore del mare
Del mare, del suo valore, del suo cibo, delle sue risorse si parla pochissimo: un silenzio che da cinque anni a questa parte il marchio Delicius cerca di spezzare con la conferenza ‘Be Blue – The Sea Conference’.
La quinta edizione si è tenuta ieri a Milano, al Museo della Scienza e della Tecnologia, incentrata sul tema ‘Il mare come risorsa, crescita, responsabilità e futuro’, con la collaborazione del mondo della ricerca e di quello della grande distribuzione.
Be Blue 2026 ha proposto una riflessione ampia e trasversale sul valore del mare: non come semplice scenario o origine del prodotto, ma come sistema vivo e generativo, capace di influenzare filiere, modelli di consumo, ricerca scientifica e nuove responsabilità d’impresa.
“Quando si parla di sostenibilità del cibo, non parla mai del mare”, ha detto Irene Rizzoli, amministratrice delegata dell’azienda, spiegando la nascita di Be Blue con l’obiettivo di dare centralità al mare nelle sue diverse accezioni “perché se non lo vediamo, non sappiamo quali siano le opportunità che ci può offrire e le fragilità su cui intervenire”, ha aggiunto.
In dialogo con Stefano Pogutz, One Ocean Foundation, e Andrea Mottarelli, DWS – Deutsche Bank Italia, Rizzoli ha ragionato su come economia e tutela del mare possano procedere nella stessa direzione e ha ribadito una scelta di posizionamento, “non facile da comprendere anche per la grande distribuzione”, con la decisione di diventare società benefit da 2023 e di farlo proprio nel momento in cui la stella della sostenibilità cominciava, in qualche modo, a declinare.
“Non si tratta di aggiungere dei costi, ma di ragionare sul valore economico, di differenziazione e di rilevanza che porta la sostenibilità”, ha spiegato Rizzoli, ribadendo che “non si fa una rivoluzione strutturale in due anni”, ma che con la collaborazione tra soggetti diversi “si può fare di più ed essere più ambiziosi”, chiamando in causa proprio le insegne protagoniste di un altro panel della giornata ‘Be Blue’.
‘Abitudini e rivoluzione’ ha messo a confronto industria e distribuzione sul tema del mare a scaffale nel corso del quale sono intervenuti Maniele Tasca per Gruppo Selex, Giorgio Santambrogio per Gruppo VéGé, Giangiacomo Ibba per CRAI e Andrea Maggioni, Direttore Generale Sviluppo di Delicius, portando i diversi punti di vista degli interpreti della distribuzione, che si sono aggiunti alla lettura dei dati del largo consumo fatta da NielsenIQ, con un’analisi del peso economico del ‘mare nella distribuzione moderna – 9 miliardi di euro -, dell’evoluzione dei comportamenti di consumo e i primi segnali di tendenze emergenti nel mondo delle conserve di pesce.
“Non metteremo le meduse in scatola”, ha detto Rizzoli – scherzando un po’, ma non troppo – per attirare l’attenzione sulle molte sorprese che sta riservando il mare come fonte di materie prime, non solo per la nutrizione, ma anche per la farmacologia. “Valorizzare il mare significa renderlo più comprensibile nelle scelte quotidiane. Il pesce azzurro ha un valore nutrizionale importante e può avere un ruolo concreto nell’alimentazione delle persone, ma per farlo crescere serve un lavoro condiviso. La collaborazione con il mondo della ricerca e con la distribuzione ci conferma ogni giorno quanto il confronto tra competenze diverse possa generare nuove opportunità per la categoria e una relazione più consapevole tra persone e mare”, ha aggiunto Rizzoli.
A.C.









