Gordon Ramsay e la sua esemplare assertività sono il pezzo forte dello spot globale lanciato da Uber Eats in vista dei Mondiali. Creato da Mother e diretto da Jeff Low di Biscuit Filmworks, lo spot mostra Ramsay convincere senza possibilità di replica una serie di persone che si apprestano a sfilettare pesci, cucinare chili e altri piatti invitanti a chiamare Uber Eats, perché non si può proprio cucinare mentre sta per iniziare una partita o la Nazionale sta tirando un rigore.
Ramsay interviene dunque in modo deciso ponendo la domanda “Chi potrebbe cucinare in un momento simile?”, gettando via qualunque cibo stia per essere preparato e sostituendolo all’istante con la busta di Uber Eats.
“Volevamo trovare il modo più esagerato e divertente per enfatizzare una verità molto reale: quando c’è la partita, la gente non vuole cucinare – Georgie Jeffreys, global head of marketing di Uber -. Essendo la nostra prima campagna globale in assoluto, era importante trovare un’idea che fosse universale, semplice e culturalmente rilevante per i tifosi di tutto il mondo, mostrando al contempo come Uber Eats li aiuti a ricevere il cibo che desiderano direttamente a casa loro, senza perdere un solo istante dell’azione”.
Felix Richter, global cco di Mother, ha evidenziato l’aspetto umoristico della campagna e come l’uso di un testimonial come Gordon Ramsey lo abbia accentuato. “L’intera campagna è iniziata con una contraddizione molto divertente: Gordon Ramsay, probabilmente lo chef più famoso del mondo, che dice alla gente che questo non è assolutamente il momento di cucinare. Una volta ottenuto questo, tutto il resto è venuto da sé. Gordon ha portato il perfetto livello di intensità, commedia e caos”.






