Popolazione e Futuro, come cambiano i consumi. Tra silver economy e differenze tra le famiglie

Matteo Bontù (NielsenIQ) e Letizia Mencarini (Bocconi) hanno spiegato i diversi cambiamenti

PULA (LINKONTRO NIQ) – Prosegue il trend demografico che vede l’Italia con la natalità ai minimi (1,14 figli per donna) l’età media al parto sale a 32,7 anni, mentre cresce il numero di famiglie unipersonali, che raggiungono il 37,1% del totale, e aumenta l’incidenza della popolazione anziana, con 1 italiano su 4 over 65. Una tendenza che si traduce anche in una riduzione della popolazione: dai 58,9 milioni del 2025 si scenderà i 55 milioni entro il 2050.

Un cambiamento illustrato da Letizia Mencarini, professoressa dell’Università Bocconi alla quale è seguito Matteo Bonù, Food Industry Leader di NielsenIQ, che si è concentrato sul cambiamento in ottica di consumi.

«Dietro l’invecchiamento della popolazione si nasconde una grandissima opportunità economica – ha detto Bonù  – La silver economy può essere un motore di crescita che riguarda una percentuale altissima, quasi il 40% del PIL mondiale, probabilmente da ora ai prossimi due decenni. La spesa globale degli over 50 sarà pari al 60% e quindi gran parte del prodotto interno lordo europeo riguarderà proprio questa fascia d’età».

IL CALO DELLA POPOLAZIONE CONDUCE FISIOLOGICAMENTE AD UN CALO DEI VOLUMI che si consumano. «Se noi aspettiamo che questo accada, anche la redditività delle aziende seguirà la stessa strada. Se vogliamo puntare ad avere un largo consumo che nei prossimi 10 anni possa valere il 25-30% in più di quello che vale oggi, dobbiamo essere precisi nell’intercettare i consumi di domani. La sfida è quindi trovare un consumatore che possa essere predittivo».

L’analisi NIQ evidenzia come non tutte le famiglie abbiano lo stesso ruolo nel determinare i trend. Le famiglie con figli – circa 7,9 milioni – presentano nel 75% dei casi un reddito sotto la media e concentrano la spesa sui bisogni essenziali. Questo si riflette in comportamenti d’acquisto più rigidi: le prime 100 marche rappresentano fino al 51% della loro spesa, segno di minore capacità di sperimentazione. Al contrario, le famiglie senza figli – spesso più mature e con maggiore capacità di spesa – risultano più aperte, guidando molte delle categorie in crescita. Non a caso, su 30 categorie a maggiore sviluppo, solo 1 è trainata dalle famiglie con figli, mentre le altre 29 sono sostenute dagli altri nuclei familiari.

IN BASE AGLI INSIGHT SINOTTICA NIQ, i consumi si muovono lungo tre direttrici principali: benessere, tempo e tecnologia. Il benessere, sempre più centrale e trasversale, è sistemico e riguarda corpo, mente e relazioni: il 44% delle persone dichiara di spendere molto o abbastanza in prodotti beauty (+20 pp vs 2015), il 30% consuma prodotti arricchiti con vitamine o il 32% con sostanze benefiche (rispettivamente con +13 e + 8 pp vs 2015) e il 45% associa il benessere alle esperienze e alle relazioni (+14 pp vs 2015). Il tempo diventa una risorsa scarsa e ridefinisce le abitudini: il tempo dedicato alla cucina è in calo del 13% rispetto al 2019, solo il 53% considera ancora cucinare per gli altri un piacere (-5 pp vs 2015) cresce però la convivialità domestica: +4 punti chi invita amici a casa (33%). Una contraddizione che apre spazio a soluzioni di consumo basate sulla ‘praticità senza compromessi’. La tecnologia riguarda anche le fasce più mature, sempre più digitali: il 56% degli over 55 ha effettuato acquisti online nell’ultimo anno (+300% 2025 vs 2015) e il tempo sul web cresce fino a 75 minuti al giorno (vs 18 nel 2015).        

Nicola Zonca

Popolazione e Futuro, come cambiano i consumi. Tra silver economy e differenze tra le famiglie ultima modifica: 2026-05-20T08:26:38+02:00 da Redazione

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