Il nuovo whitepaper di eClerx ‘From Search Rank to AI Recommendation’ analizza perché un prodotto potrebbe essere escluso dalle risposte di ChatGPT, Gemini e Rufus, anche se è il migliore sul mercato
C’è una domanda che ogni brand eCommerce dovrebbe porsi oggi: se un consumatore chiedesse a un’AI “quale scarpa da running comprare per il mal di ginocchio”, il suo prodotto comparirebbe nella risposta? E se sì, con quali argomentazioni verrebbe scelto rispetto a un concorrente? Non sono domande banali, in quanto non è detto che un brand ottimamente posizionato nelle ricerche online tradizionali sia ugualmente visibile sui large language model. E consultare un’AI per i propri acquisti sta diventando un comportamento abituale per molti.
Più dell’80% dei consumatori si affida oggi a risultati scritti dall’AI per almeno il 40% delle proprie ricerche, con un impatto sul traffico organico stimato tra il 15% e il 25%. Amazon, dal suo lato, ha rilevato che gli utenti che interagiscono con Rufus hanno una probabilità di acquisto superiore del 60%.
Per capire cosa significa concretamente questo cambiamento, eClerx ha analizzato 750 prompt di acquisto reali distribuiti su tre categorie merceologiche – scarpe da running uomo, abbigliamento sportivo donna e orologi di lusso uomo – confrontando le risposte di ChatGPT, Gemini, Amazon Rufus e la ricerca tradizionale su Amazon, raccontando i risultati nel whitepaper ‘From Search Rank to AI Recommendation’.
Il documento dimostra con dati concreti che la ricerca tradizionale e la ricerca guidata dall’AI non misurano la stessa cosa e che i brand che ottimizzano solo per il primo modello rischiano di diventare invisibili nel secondo.
Non esiste un vincitore universale. Nelle scarpe da running, ChatGPT e Rufus raggiungono entrambi un Balanced AI Score dell’85% — ma per ragioni opposte: ChatGPT premia la chiarezza dei contenuti e la capacità di spiegare i benefici d’uso, mentre Rufus valorizza la prontezza commerciale in stile Amazon (disponibilità, prezzo, recensioni).
Nell’abbigliamento sportivo donna, i punteggi sono molto più vicini – ChatGPT 73%, Gemini 71%, Rufus 69% – segno che nessuna piattaforma domina e che la vittoria dipende dalla solidità dell’intero “stack” di prove: immagini, video, recensioni, contenuto brand.
Il dato più clamoroso arriva dagli orologi di lusso: qui Rufus si ferma a un misero 41%, ben 23 punti sotto ChatGPT (64%) e Gemini (63%). Il messaggio è chiaro: nemmeno il prestigio di un marchio storico basta a convincere l’AI, se non è supportato da specifiche tecniche, immagini complete e recensioni credibili.
Il report esamina anche quali segnali specifici stanno realmente decidendo la visibilità dei prodotti su ciascuna piattaforma e quali azioni concrete possono migliorare la “recommendation readiness” di brand e prodotti, con dati granulari per categoria, piattaforma e intento d’acquisto.






