La ricerca Sponsor Value di StageUp e Ipsos Doxa fotografa un calcio sempre più trasversale: le donne rappresentano il 45% dei tifosi di Serie A e, per la prima volta in 26 anni di rilevazioni, sono maggioranza nelle tifoserie di Napoli e Roma
Per la prima volta in 26 anni di rilevazioni, le donne sono la maggioranza dei tifosi di due grandi club di Serie A. È quanto emerge dall’ultima edizione di Sponsor Value, la ricerca di StageUp realizzata con Ipsos Doxa: a Napoli le tifose rappresentano il 52% del pubblico, mentre a Roma arrivano al 54%.
Il dato si inserisce in un quadro in cui la componente femminile rappresenta oggi il 45% dei tifosi di Serie A, quattro punti in più rispetto al 41% della stagione 2019/20. Non tutti i grandi club presentano però lo stesso equilibrio: la quota maschile è del 54% nella Juventus, del 56% nel Milan e arriva al 63% nell’Inter.
Interessante il confronto tra interesse e tifo. A giugno 2026 le donne che si dichiarano interessate alla Serie A sono il 43%; tra chi si identifica come tifosa di un club la quota sale al 45%. Il dato raggiunge il 48% nella fascia 25-44 anni. Secondo StageUp, a pesare sono soprattutto la dimensione emotiva del rapporto con la squadra e il senso di appartenenza al territorio e alla comunità del club.
Il cambiamento si accompagna alla crescita della pratica sportiva femminile. Negli ultimi nove anni le calciatrici tesserate sono arrivate a 46mila, il 91% in più, mentre le praticanti amatoriali hanno raggiunto quota 140mila (+43%). Dal 2022 sono inoltre triplicate le presenze dal vivo nella Serie A femminile.
Per Giovanni Palazzi, presidente di StageUp, il pubblico femminile è ormai una componente strutturale del calcio italiano, con un peso crescente anche sul piano economico: «I ricavi globali dello sport femminile d’élite si stima raggiungeranno quest’anno i 3 miliardi di dollari con una crescita del 340% rispetto al 2022 con il calcio che genererà il 35% del valore complessivo: un segnale chiaro di quanto il pubblico femminile rappresenti oggi una leva commerciale, non solo valoriale, per l’intero sistema calcio».







