AIRIA – Associazione Regolazione Intelligenza Artificiale, Consorzio Netcomm, FCP – Federazione Concessionarie Pubblicità, FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali, IAB Italia, IAA Italy Chapter, UPA e UNA hanno inviato nei giorni scorsi una lettera al Governo per richiamare l’attenzione sulla proposta di Regolamento UE cosiddetto “Omnibus digitale”, attualmente in discussione a livello europeo.
Il confronto riguarda in particolare gli articoli 88-bis e 88-ter che la Commissione europea propone di introdurre nel GDPR. Le associazioni condividono l’obiettivo di semplificare il quadro normativo europeo, ridurre gli oneri amministrativi e favorire l’innovazione, garantendo al tempo stesso un elevato livello di tutela degli utenti e dei dati personali, in linea con le indicazioni sul rafforzamento della competitività del mercato unico digitale.
Tuttavia, secondo le associazioni, alcune delle misure in discussione – in particolare il meccanismo di consenso centralizzato tramite browser previsto dall’art. 88-ter – rischiano di generare criticità applicative, incertezze interpretative e nuovi costi di adeguamento per le imprese del settore digitale.
Vengono inoltre evidenziati possibili impatti economici legati a una riduzione dei tassi di consenso, con effetti diretti sui modelli pubblicitari, sulla misurazione dell’audience e sulla sostenibilità dell’ecosistema digitale. A supporto di queste valutazioni, viene richiamato uno studio secondo cui l’introduzione dell’Apple App Tracking Transparency ha determinato una riduzione dei tassi di consenso tra il 60% e il 65% in diversi Paesi europei.
Secondo le associazioni, un sistema centralizzato potrebbe inoltre incidere significativamente sui ricavi pubblicitari nell’Unione europea, con stime che indicano una possibile contrazione nell’ordine di 40-50 miliardi di euro e un’ulteriore perdita di 600-800 milioni di euro per ogni punto percentuale di consenso in meno.
Le organizzazioni firmatarie chiedono quindi che l’Italia assuma una posizione chiara nel negoziato europeo, al fine di garantire un equilibrio tra tutela dei diritti degli utenti e sostenibilità operativa delle norme.
L’obiettivo, sottolineano, è assicurare certezza giuridica alle imprese e un’applicazione concreta ed efficace delle regole, a tutela sia dei cittadini sia della competitività del sistema digitale europeo. Le associazioni confermano infine la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni, mettendo a disposizione dati e analisi tecniche a supporto del processo decisionale.





