Oltre 200 fotografie, abiti originali e materiali d’archivio raccontano il linguaggio creativo dello stilista, tra moda, arte, pubblicità e critica sociale. La mostra è curata da Pier Paolo Pitacco
La contaminazione tra moda, arte e comunicazione è al centro di “Franco Moschino. Ceci n’est pas une exposition”, la mostra allestita nelle Cantine del Forte di Bard, in Valle d’Aosta, con il patrocinio di ADCI – Art Directors Club Italiano.
Realizzata dal Forte di Bard in collaborazione con CZ Fotografia, l’esposizione è curata da Pier Paolo Pitacco, con Catia Zucchetti e il contributo critico di Giuseppe Mastromatteo, vicepresidente e art ambassador di ADCI.
Il percorso raccoglie oltre 200 fotografie, abiti originali e materiali d’archivio, ripercorrendo il lavoro di Moschino attraverso gli scatti di Stefano Babic, Sergio Caminata e Stefano Pandini, le storiche vetrine della maison e le campagne pubblicitarie che hanno contribuito a definire il suo immaginario.

Il progetto mette in luce la capacità dello stilista di utilizzare la moda come strumento di espressione artistica e critica sociale. Dalla provocazione pubblicitaria ai temi dell’ecologia e del pacifismo, Moschino ha costruito un linguaggio ironico e anticonformista, mescolando riferimenti della cultura popolare e dell’arte, dalla Gioconda al David di Michelangelo.
«Il compito dell’Art Directors Club Italiano non è solo premiare l’eccellenza creativa, ma anche raccontarne la storia e il valore», commenta Giuseppe Mastromatteo, sottolineando l’attualità di un autore che ha attraversato moda, arte e comunicazione sfidando convenzioni e conformismo.
Tra gli elementi che testimoniano il suo approccio anche l’introduzione in passerella delle pellicce ecologiche, scelta che anticipava una sensibilità destinata a diventare centrale nel settore della moda.






