OpenAI prevede di generare 2,5 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari entro il 2026

OpenAI considera la pubblicità un business sempre più importante: secondo quanto riporta Axios, entro il 2026 la società di ChatGPT prevede di generare 2,5 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari, proiettandoli a 100 miliardi entro il 2030.

Le proiezioni si basano sull’ipotesi che i prodotti di OpenAI raggiungano 2,7 miliardi di utenti settimanali entro il 20230, conquistando una quota del mercato pubblicitario digitale dominato da Google, Amazon, Meta e TikTok.

Il progetto pilota, lanciato a inizio febbraio, secondo Axios avrebbe generato 100 milioni di dollari in meno di due mesi tanto che la scorsa settimana, secondo quanto riportato da Digiday e contestualmente all’ingresso di Dave Dugan (ex Meta) come VP of global ad solutions, la società ha iniziato a testare il proprio ad manager, per ora disponibile solo a un selezionato gruppo di inserzionisti, seppur abbassando la soglia minima di investimento a 50mila dollari dai 200mila annunciati in febbraio.

Nella sua analisi, Axios rileva che l’introduzione della pubblicità, pur essendo un modo potenzialmente redditizio per compensare i suoi ingenti costi, “rischia di stravolgere uno dei principali punti di forza dei chatbot basati sull’IA: che lavorino cioè per gli utenti, non per gli inserzionisti”.

Un indizio che ChatGPT possa trasformarsi in un motore di pubblicità performance lo ha scovato AdWeek. Analizzando alcuni frammenti di codice dell’ad manager, la testata statunitense ha desunto un’imminente virata verso campagne basate su click e conversion.

OpenAI prevede di generare 2,5 miliardi di dollari di ricavi pubblicitari entro il 2026 ultima modifica: 2026-04-14T10:15:23+02:00 da Redazione

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