
Il 5 gennaio è entrata in vigore in Uk la legge che vieta o restringe molto la pubblicità – online e in TV tra le 5:30 e le 21:00 – di prodotti alimentari e bevande poco salutari e le aziende si stanno spostando sull’OOH e sull’audio, dove non ci sono restrizioni, o stanno incentrando le loro campagne sui marchi e non più sui prodotti.
Secondo quanto riportato dalla società di marketing intelligence Warc, la legislazione è ampiamente supportata dall’opinione pubblica, sebbene citi solo un sondaggio effettuato dal gruppo attivista Bite Back, e per il governo britannico eliminerà ogni anno fino a 7,2 miliardi di calorie dalla dieta dei bambini, producendo nel tempo benefici per la salute valutati in 2 miliardi di sterline.
Intanto, il monitoraggio del marketplace B2b Designrush mostra uno spostamento dei budget sull’OOH (+40% rispetto a prima del bando) e in altre fasce orarie in TV (+15%), mentre The Trade Desk valuta l’audio come nuovo canale emergente.

Per Daivid, azienda IA dedicata all’advertising, il Natale 2025 è stato per la pubblicità il più basso per impatto calorico, ma anche il più alto per tasso emotivo. Secondo lo studio, realizzato utilizzando la piattaforma proprietaria di pre-test, gli annunci di questa stagione sono stati complessivamente più efficaci del 4% nonostante il minor numero di inquadrature di cibi grassi e salse succulente.
Rimane ancora da calcolare il costo per i media: per ora si parte da una stima di 600 milioni di sterline di perdita nel fatturato delle aziende TV, mentre The Economist ha stimato un peso analogo per l’online dato che circa il 60% delle pubblicità di alimenti e bevande in Uk si concentra proprio sui prodotti adesso vietati.







