Salute, benessere e alimentazione: ecco come la Gen Z si informa, tra medico, social e AI

Una ricerca di Weber Shandwick Italia e Ipsos Doxa analizza il rapporto dei giovani adulti con salute, benessere e alimentazione. Il medico resta la fonte più autorevole

Salute, benessere e alimentazione: ecco come la Gen Z cerca informazioni, tra medico, social e AI

Per quasi un giovane su due della Gen Z la salute rappresenta un investimento sul futuro. È uno dei dati che emergono dalla ricerca “Gen Z Health & Wellness”, realizzata da Ipsos Doxa per Weber Shandwick Italia (Gruppo Ebano), che ha analizzato il rapporto degli italiani tra i 22 e i 30 anni con salute, benessere, alimentazione, prevenzione e informazione.

Il 46% degli intervistati interpreta infatti la salute come una responsabilità verso il futuro o un investimento su sé stesso. Un approccio che si riflette anche nella frequenza con cui i giovani si informano: quasi 7 su 10 dichiarano di farlo con continuità.

Anche nelle scelte alimentari emergono criteri legati alla consapevolezza e alla funzionalità. Gli ingredienti sono indicati dal 44% del campione, seguiti dal prezzo al 40%, dal gusto al 35% e dai benefici funzionali per il benessere al 31%.

L’AI entra tra le fonti sulla salute

Il percorso attraverso cui la Gen Z cerca informazioni è sempre più articolato. Il medico rimane la fonte più autorevole, indicata dal 46% degli intervistati, ma accanto al professionista sanitario trovano spazio Google, utilizzato dal 40%, Instagram dal 29%, YouTube dal 23% e TikTok dal 18%.

A questi canali si aggiunge l’intelligenza artificiale: il 30% degli intervistati dichiara di utilizzare strumenti di AI per informarsi su salute, benessere e alimentazione. E, davanti a un dubbio concreto, il 20% la indica come prima risorsa a cui rivolgersi. Il medico resta comunque al primo posto in questo scenario, con il 41%.

Per aziende e istituzioni il dato apre quindi una questione legata alla qualità e alla reperibilità dei contenuti. Non si tratta soltanto di presidiare i diversi touchpoint, ma di costruire un ecosistema informativo in cui contenuti corretti, fonti credibili e informazioni facilmente comprensibili siano presenti anche nei nuovi percorsi di ricerca generativa.

“Non si tratta di scegliere tra medico, social o AI, ma di costruire ecosistemi in cui questi touchpoint possano convivere senza perdere affidabilità”, osserva Germana Mancino, Director & Healthcare Practice Head di Weber Shandwick Italia. Per la comunicazione diventa quindi centrale lavorare sulla correttezza dei contenuti e sulla presenza di fonti autorevoli anche nei nuovi ambienti generativi.

Sui social conta chi parla

La ricerca evidenzia inoltre una differenza nel peso attribuito alle diverse figure presenti sui social. Per il 35% della Gen Z i riferimenti più credibili sui temi di salute e benessere sono figure verticali come medici, nutrizionisti, farmacisti e altri professionisti della salute. Creator e influencer generalisti si fermano invece al 10%.

Il tema, quindi, non è soltanto essere presenti sui social, ma portare in questi ambienti competenze riconoscibili e contenuti utili. Una dinamica che richiede alle marche di lavorare sulla credibilità delle fonti e sulla capacità di adattare il linguaggio ai diversi contesti senza perdere autorevolezza.

“Questa generazione non può essere affrontata con una comunicazione indistinta, basata soltanto sull’età”, sottolinea Elena Torzuoli, Director & Brand Marketing Practice Head di Weber Shandwick Italia. La ricerca mostra infatti bisogni e comportamenti differenti all’interno dello stesso target.

Salute, benessere e alimentazione: ecco come la Gen Z si informa, tra medico, social e AI ultima modifica: 2026-09-09T15:19:05+02:00 da Redazione

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