Il Washington Post ha lanciato la piattaforma di comunicazione ‘Relentless’ in vista dei suoi 150 anni, che si celebrano l’anno prossimo, per raccontare come nascono le inchieste giornalistiche che impattano concretamente sulla realtà.
Il film narra con un ritmo incalzante il lavoro dietro il servizio sull’uso improprio delle telecamere di sorveglianza Flock da parte di una cinquantina di esponenti della polizia, trasformati in veri e propri stalker, dalla ‘soffiata’ iniziale al pezzo finito al quale hanno collaborato più giornalisti. Il lavoro porta la firma dell’agenzia Uncommon Creative Studio.
«La storia è la parte che vedete. Questo è il giornalismo che c’è dietro. Vi portiamo all’interno del nostro lavoro di inchiesta per rivelare le prove, l’impegno e la determinazione che guidano il giornalismo del Washington Post» spiega la testata, che per la campagna ha prodotto un vero giornale cartaceo con l’inchiesta completa distribuito ad abbonati, politici e opinion leader.
Il lavoro vive anche in un film da 60”, asset per i social media e versioni più brevi, una landing page sul sito washingtonpost.com. Per l’occasione è stato creato anche un tesserino stampa indistruttibile per i giornalisti della testata, simbolo dello spirito ‘relentless’ che li anima.






