Ingrediente divisivo i cetriolini, quelli dentro i panini di McDonald’s che o vengono adorati, croccanti e ideali per pulire la bocca, o vengono tolti dal ripieno con aria schifata da chi detesta quella loro nota agra.
Questa polarizzazione intorno ai cetriolini ha ispirato la campagna ‘Pickle It Forward’, ideata dall’agenzia Nord Copenhagen, che mette d’accordo entrambe le fazioni.
Si tratta di una sorta di ‘banca dei cetriolini’ virtuale, a disposizione dei clienti in modo che nessun cetriolino vada sprecato. L’attivazione funziona così: ogni volta che i cetriolini vengono rimossi da un ordine nell’app McDonald’s o nei chioschi, possono essere simbolicamente trasferiti in una “banca dei cetriolini” digitale. A loro volta, chi li apprezza può ‘prelevare’ dalla banca digitale fino a quattro fettine extra da aggiungere al proprio ordine, trasformando quindi gli hater dei cetrioli in generosi benefattori.
L’idea di ‘Pickle It Forward’ è funzionale a dare a McDonald’s un argomento per partecipare alle discussioni sui cetriolini su TikTok, Instagram e sui media gastronomic, sui quali pare siano esplosi come autentico fenomeno culturale.
Staffan Ekstam, direttore marketing per l’area Nordics di McDonald’s, ha dichiarato “I cetriolini sono diventati un momento culturale a sé. Con ‘Pickle It Forward’, volevamo abbracciare l’umorismo, la passione e persino la divisività, trasformandola in qualcosa di positivo. Che si amino i cetriolini o che li si rimuova ogni volta, c’è spazio per tutti da McDonald’s”.
La campagna è diffusa sui feed dei social, come Meta, TikTok e YouTube, proprio dove accade il dibattito sui cetriolini, con la collaborazione di influencer incaricati di accendere le conversazioni tra amanti e detrattori e di invitare i follower a scegliere da che parte stare.
Durante il periodo di attivazione, dati in tempo reale alimenteranno contenuti always on, mostrando quanti cetriolini sono stati donati e quali città mostrano le preferenze più forti per l’ingrediente. Non manca il merchandise, messo in palio tramite i social media e nei ristoranti.






