Agcom, Alphabet/Google supera per la prima volta la Rai nel Sistema Integrato delle Comunicazioni

Il Sic relativo al 2024 vale 21,8 miliardi di euro, pari allo 0,99% del PIL, in crescita del 6,9%

Agcom ha pubblicato il Sistema Integrato delle Comunicazioni (Sic) per l’anno 2024, che verifica il valore economico complessivo di società media e piattaforme tecnologiche, stimandolo in 21,8 miliardi di euro, pari allo 0,99% del PIL, in crescita del 6,9% rispetto all’anno precedente, una crescita superiore a quella dell’economia nazionale.

La pubblicità online è la prima prima fonte di ricavo del sistema con un valore di quasi 8 miliardi di euro (36,6% del Sic) e un incremento del 12,6%, staccando significativamente quella sugli altri mezzi tradizionali, anch’essa in aumento (5,2 miliardi di euro, +3,4%). Crescono anche i ricavi da pay tv satellitari e online, da editoria digitale, da box office e dal complesso delle entrate da fondi pubblici, mentre si riducono quelli derivanti dalla pubblicità e dalla vendita di copie e collaterali dell’editoria quotidiana e periodica, dalle agenzie di stampa a carattere nazionale e dall’home video.

Primo Google. Anche se nessun operatore nel 2024 realizza ricavi superiori alla soglia del 20%, per la prima volta una piattaforma online supera la Rai come quota di Sic. Si tratta di Alphabet/Google, con il 12,4% delle risorse complessive, in crescita di 0,7 pp rispetto al 2023, mentre Rai scende al secondo posto, con una quota del 12% (-0,3 punti percentuali).

Terza è Meta/Facebook, con il 9,7% e una crescita di 1,1 pp (la crescita maggiore dell’anno), in rapida crescita dalla quinta posizione. Seguono i gruppi Comcast/Sky e Fininvest, con quote rispettivamente del 9,4% (+0,1%) e del 9,2% (-0,2%), e poi altre piattaforme come Amazon, Netflix e Dazn al sesto, settimo e nono posto, con un’incidenza dei propri ricavi rispettivamente del 4,9%, 3,5% e 2,5%.

I soggetti con quote almeno pari all’1% restano dodici, gli stessi dell’ultimo biennio, pur con alcuni avvicendamenti nelle posizioni, e rappresentano congiuntamente, con 15,4 miliardi di euro, il 71% delle risorse complessive.

Il settore più grande è quello dei servizi di media audiovisivi, radiofonici e di piattaforma di condivisione di video a pagamento dal valore di quasi 9,5 miliardi di euro (+6,8%), pari al 44% delle risorse economiche complessive e con una quota non troppo dissimile al 2023.

Al suo interno, crescono sia i servizi di media audiovisivi in chiaro (poco meno di 5 miliardi di euro, +4,4%), grazie all’aumento della raccolta pubblicitaria e delle risorse pubbliche, sia i servizi a pagamento (3,9 miliardi di euro, +11,3%), trainati dalla componente online (+15,3%) e dal ritorno alla crescita delle offerte satellitari (+5,8%) dopo anni di contrazione.

La radio, con il 7% dei ricavi dell’area, registra invece una lieve flessione (-0,4%), riconducibile alla riduzione delle risorse pubbliche.

L’editoria elettronica e la pubblicità online, con un valore di 8,2 miliardi di euro (+12,3%) trainato dalla pubblicità online, rappresenta il 97% del comparto.

L’editoria tradizionale (quotidiani, periodici e agenzie di stampa) vale 2,8 miliardi di euro, ma la sua incidenza sul Sic scende al 13% (-1,5 punti percentuali): la contrazione delle entrate del 3,9% riflette la crisi strutturale del settore, che interessa tanto la vendita di copie quanto la raccolta pubblicitaria.

Completano il quadro la pubblicità esterna, che vale 739 milioni di euro (+3,4%) con un’incidenza del 3,4% sul Sic, e il cinema, che scende a 512 milioni di euro (-2,0%).

Agcom, Alphabet/Google supera per la prima volta la Rai nel Sistema Integrato delle Comunicazioni ultima modifica: 2026-10-22T14:48:19+02:00 da Redazione

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