Il gruppo fondato da Iginio Straffi amplia il business con un’offerta pubblicitaria basata su inventory premium e brand-safe. La business unit è guidata da Marco Azzani, con Sara Buluggiu nel ruolo di global head of advertising, e punta ad aggregare publisher, creator e content owner indipendenti.
Rainbow entra nel mercato globale dell’advertising con una nuova business unit che punta a riunire l’inventory del gruppo e quella di publisher, creator e content owner indipendenti in un’offerta rivolta a brand e centri media internazionali.
Il progetto, guidato da Marco Azzani, EVP global distribution & advertising, si avvale di Sara Buluggiu nel ruolo di global head of advertising. La strategia parte dalle property del gruppo fondato da Iginio Straffi, ma punta a costruire una piattaforma più ampia, aggregando contenuti e audience di terzi per raggiungere la scala commerciale richiesta dai grandi investitori pubblicitari.
«L’ingresso nell’advertising è un’evoluzione naturale che ci permette di mettere a sistema contenuti premium, audience qualificate e visione globale», dichiara Azzani.

La distribuzione si svilupperà attraverso YouTube, canali FAST e piattaforme Connected TV. Sul fronte della vendita, al programmatic si affiancheranno formule direct e reservation, private marketplace (PMP), sponsorship e progetti speciali. L’obiettivo è offrire ai brand un accesso strutturato a inventory premium e brand-safe su più mercati, mentre i partner editoriali potranno monetizzare i propri contenuti mantenendo autonomia creativa ed editoriale.
L’ingresso nell’advertising amplia le attività di Rainbow oltre la creazione e distribuzione di contenuti entertainment. La nuova offerta si affianca alle competenze già sviluppate dal gruppo nel branded content e nell’integrazione dei marchi nei contenuti, nell’ambito della struttura guidata da Gian Paolo Tagliavia, EVP TV, digital and talent. In questo perimetro rientra anche la recente acquisizione della maggioranza di 247 Production.
«La volontà è creare un modello capace di aggregare publisher, creator e content owner indipendenti, combinando inventory, audience e mercati», spiega Sara Buluggiu. Per il gruppo, la sfida sarà trasformare la propria presenza internazionale e il patrimonio di contenuti in un’offerta pubblicitaria scalabile, estendendo il modello anche agli asset di operatori indipendenti.





