Il provvedimento finale sulla comunicazione del Gioco Responsabile supera il divieto generalizzato dei formati brevi e ammette link e QR code. Riconosciuta anche la funzione identificativa del brand e il valore del parere preventivo IAP
Agcom modifica l’impostazione dei criteri per le comunicazioni sul Gioco Responsabile, recependo alcune delle osservazioni presentate da UNA – Aziende della Comunicazione Unite durante la consultazione pubblica. Il testo finale adottato dall’Autorità introduce indicazioni più aderenti alle modalità con cui oggi vengono sviluppate le campagne, in particolare sui canali digitali e social.
Tra i punti principali c’è il superamento dell’ipotesi di un divieto generalizzato per i formati brevi, come short video, billboard e L-shape. La conformità della comunicazione non viene infatti legata alla durata del formato, ma alla chiarezza e all’efficacia del messaggio di prevenzione sul Gioco Responsabile.
Il provvedimento ammette inoltre l’utilizzo di link e QR code per rimandare a contenuti informativi dedicati al Gioco Responsabile, anche su siti riconducibili al concessionario, a condizione che siano garantite la segregazione funzionale e informatica rispetto alle aree di gioco e l’assenza di profilazione commerciale.
Un altro elemento riguarda l’utilizzo del logo e del marchio del concessionario. Il testo riconosce la funzione identificativa del brand come “firma dell’iniziativa”, purché il marchio non diventi l’elemento centrale o più enfatizzato della comunicazione e resti subordinato alla finalità informativa e di prevenzione.
Viene infine valorizzata l’interlocuzione preventiva con lo IAP, quale presidio di buona pratica nella progettazione delle campagne, fermo restando il ruolo di vigilanza di Agcom e la responsabilità dei soggetti coinvolti nella diffusione dei messaggi.

“Il recepimento delle osservazioni formulate dall’associazione consente oggi di disporre di criteri più aderenti alla realtà dei linguaggi e dei formati contemporanei, senza perdere di vista l’obiettivo di garantire comunicazioni chiare e responsabili”, commenta Davide Arduini, presidente di UNA.
Per Simona Belvedere, delegata legale di UNA, il testo finale va nella direzione di una maggiore certezza operativa per agenzie e operatori chiamati a tradurre i principi normativi nelle campagne di comunicazione.





