
La consultazione pubblica avviata dal governo britannico sulla proposta di applicare le raccomandazioni dietetiche (NPM) del 2018 per limitare ulteriormente la pubblicità di alimenti e bevande meno salutari – dopo la messa al bando da TV e online prima delle 21:00 – non è piaciuta alle principali associazioni che rappresentano l’industria pubblicitaria britannica.
La Advertising Association (che rappresenta inserzionisti, agenzie, proprietari di media e aziende tecnologiche) ha definito “profondamente preoccupante” l’avvio della consultazione su “una politica che limiterebbe la pubblicità di una vasta gamma di prodotti senza alcuna valutazione dell’impatto sui media finanziati dalla pubblicità”, ritenendo che ulteriori restrizioni “minacciano di ridurre significativamente gli investimenti pubblicitari in Uk”.
L’ISBA, in rappresentanza degli inserzionisti, sostiene che le restrizioni avranno contraccolpi sul settore radiotelevisivo “in un momento di crescita anemica”. Infine, l’IPA (che rappresenta le agenzie) ha dichiarato che “questa non è certo una ricetta per la crescita aziendale e rischia di avere l’effetto opposto a quello desiderato”.
Il governo intende sostituire le NPM del 2004 con le più recenti del 2018 e nella consultazione chiede di valutare ulteriori restrizioni pubblicitarie per i prodotti ad alto contenuto di grassi, sale e zucchero dalle 21:00 alle 05:30 in TV e online, limitare le promozioni di questi prodotti e le promozioni sui prezzi.





