Sempre più conti vanno nelle unit indipendenti dentro le holding, con una quota del 26% (5 miliardi)
Dopo il ranking nazionale, è uscita la classifica globale del Total New Business della società di ricerche sul media Comvergence, che tra i Big Five attribuisce il gradino più alto del podio a Publicis Media. Il gruppo francese nel primo semestre 2026 ha generato 3,24 miliardi di dollari in valore totale di new business, inclusi 903 milioni di dollari in amministrato confermato, con acquisizioni a livello di gruppo che includono Adidas (Greater China), HP, Microsoft e Prada.
Al secondo posto vediamo Omnicom Media con 3,15 miliardi di dollari, di cui 1,68 miliardi di dollari proveniente da nuove acquisizioni nette di clienti e 1,48 miliardi di dollari da riconferme, con clienti che includono Delta, IBM, On e Subway.
Terza WPP Media con 2,98 miliardi di dollari: tra i Big 5 è la sigla che ottiene più riconferme – con 2,04 miliardi di dollari – tra cui Estée Lauder, Jaguar Land Rover, SC Johnson e Wendy’s.
Seguono Dentsu (−181 milioni di dollari) e Havas Media Network (−343 milioni di dollari) che hanno registrato valori negativi, poiché le perdite hanno superato le acquisizioni e le conferme nel semestre.
Secondo Olivier Gauthier, founder e ceo di Comvergence, stiamo assistendo “al consolidamento delle attività media all’interno di soluzioni su misura e centralizzate, gestite direttamente dalle holding Big 5, al di fuori dei loro marchi d’agenza . «Nel 1H2026, queste soluzioni si sono assicurate il 26% – pari a 5 miliardi $- dei 19,2 miliardi di spesa media complessivamente esaminata». Questo cambiamento è guidato da Wpp Media, con ben 2,24 miliardi, pari al 69% delle sue nuove acquisizioni totali, attribuite alle sue unit indipendenti. Segue Publicis Media con 1,50 miliardi (47%) e Omnicom Media con 1,11 miliardi (34%).
Prima tra le agenzie è PHD con un new business totale dal valore di 750 milioni, merito soprattutto del conto globale di Adidas da 440 milioni (esclusa Greater China) e dalla conferma multi-country di Dyson (164 milioni).
Al secondo posto Zenith con 653 milioni, provenienti dalla riconferma di Reckitt negli Stati Uniti (315 milioni di dollari) e dall’acquisizione di L’Oréal in India. Wavemaker conquista la terza posizione con 566 milioni grazie alla fiducia di Huawei in Cina dal valore di 650 milioni. Hearts United, appena nato dalla fusione di Hearts & Science e Mediahub (Omnicom), debutta in quarta posizione con 445 milioni. E OMD completa la top five con 374 milioni, ai quali contribuisce l’acquisizione di Aviva Group in Uk.
In totale sono stati censiti 1.970 spostamenti e conferme di incarichi media in 49 paesi da parte di 1.070 inserzionisti e per un totale di 19,2 miliardi di dollari di media spend (+9% rispetto al 1H 2025). La fetta più grossa della torta è rappresentata dalle operazioni negli Stati Uniti con il 39% della spesa, seguiti dalla Cina con il 15%. Le gare locali e per singoli paesi hanno movimentato il 58% della spesa esaminata mentre le gare globali e pluripaese hanno totalizzato 8,1 miliardi di dollari, con Microsoft in testa (900 milioni di $), Estée Lauder (885 mln), Jaguar Land Rover (585 mln, Heineken (540 mln), Adidas (530 mln) e Dyson (505 mln).
Il tasso di riconferma complessivo ha raggiunto il 28% per un valore di 5,4 miliardi in amministrato confermato. Publicis Media ha registrato il tasso di conferma più elevato tra i Big 5 con il 52%, seguita da Omnicom Media e WPP Media (47% ciascuna), Dentsu (34%) e Havas Media Network (6%).
Le agenzie indipendenti – più di 120 quelle valutate nel report – hanno intercettato 3 miliardi di dollari, il 16% della spesa totale esaminata, con in testa Horizon Media (540 milioni), PMG (355 milioni) e Tinuiti (300 milioni).







