Con una lettera aperta ai loro omologhi in tutto il mondo, cinque grandi gruppi editoriali britannici hanno lanciato un appello per la protezione dei giornalismo e dell’informazione dalle razzie che l’IA fa dei contenuti originali attraverso lo scarpino.
Battezzata Spur – acronimo per Standards for Publisher Usage Rights – la coalizione invita tutti gli editori e broadcaster del mondo a partecipare nella definizione di standard tecnici e sistemi di licensing responsabili per proteggere i ricavi e la sopravvivenza dell’industria dell’informazione.
Ai primi firmatari – il d.g. della BBC Tim Davie, il Ceo del Financial Times Jon Slade, la Ceo del Guardian Anna Bateson, l’executive chairman di Sky News David Rhodes e la Ceo di Telegraph Media Group – è rapidamente arrivato il “caloroso benvenuto” della International News Media Association (Inma) che condivide la necessità di avere regole chiare e una remunerazione adeguata per l’uso dei contenuti da parte delle aziende IA.
“I nostri reportage, i nostri archivi, i nostri contenuti originali sono diventati materiale di formazione fondamentale per i sistemi di intelligenza artificiale. Questo materiale è stato copiato, ricopiato e riutilizzato senza standard comuni che ne consentano l’uso o il pagamento, indebolendo il modello economico che sostiene il giornalismo”, si legge nella lettera aperta che non ne fa solo una questione economica, sottolineando che la mancanza di trasparenza su come vengano elaborate le risposte dell’IA “rischia di erodere la fiducia del pubblico sia nelle notizie, sia nelle tecnologie utilizzate per accedervi”.





