L’Italia perde 16 posizioni nel Global Gender Gap del World Economic Forum, la parità resta lontana per tutto, ma non per l’educazione

La condizione femminile fotografata dalla 17ma edizione del Global Gender Gap del World Economic Forum è sempre distante da quella maschile.

Anche se l’uguaglianza di genere è tornata ai livelli pre-pandemia, il ritmo dei progressi è rallentato e la parità nella partecipazione economica e nelle opportunità diminuisce rispetto ai livlli del 2022. In un anno, nei 146 paesi esaminati il punteggio medio del gap è 68,4%, con un risibile guadagno dello 0,3% rispetto all’edizione precedente.

L’Italia, poi, fa molti passi indietro perdendo 16 posizioni rispetto al 2022 e piazzandosi al 79mo posto, dietro l’Uganda e davanti alla Mongolia, frutto di una media tra la 104ma posizione in fatto di partecipazione economica e opportunità, la 60ma in ambito educazione, la 95ma in fatto di salute e la 64ma in termini di potere politico.

Lo studio, su una scala da 0 a 100, misura la distanza coperta dalla parità: di questo passo, avvisa il WEF, ci si dovrebbe arrivare nel 2154 e ci vorranno 162 anni per chiudere il gap riguardo al potere politico, 169 anni per la partecipazione economica e le opportunità, 16 anni per l’educazione, mentre per quanto riguarda la salute il tempo rimane “indefinito”.

Se nessun paese ha ancora colmato la distanza, Islanda, Norvegia, Finlandia, Nuova Zelanda, Svezia, Germania, Nicaragua, Namibia e Lituania sono quelli che si avvicinano di più con l’80%.

Ci salva lo studio. Secondo il Global Gender Gap, nel nostro paese la quota di donne nei CdA è del 38,8%, le aziende a proprietà prevalentemente femminile sono l’11,5%, quelle con donne tra i top manager il 15,3%.

Le donne sono la maggioranza nei lavori part-time (50,67% vs 24,67% per gli uomini) e devolvono molto più tempo degli uomini ai lavori domestici e di cura non retribuiti (20,4% vs 8,4%), ma si laureano più degli uomini (50,96% vs 34,38%) e quasi li raggiungono quando si tratta di Phd (0,38 vs 0,43).

L’Italia viene anche menzionata tra i paesi in cui le aziende si stanno impegnando particolarmente per promuovere l’inclusione di genere insieme con Colombia, Olanda, Uk e Canada.

Il soffitto di cristallo rimane intatto. Più in generale, sebbene le donne siano entrate sul mercato del lavoro a tassi più elevati rispetto agli uomini a livello globale, portando a una piccola ripresa (63%-64%) della parità di genere nel tasso di partecipazione alla forza lavoro dall’edizione del 2022, i divari nel mercato del lavoro sono ancora ampi.

Ad aggravare questi modelli, le donne continuano ad affrontare tassi di disoccupazione più elevati rispetto agli uomini, con un tasso di disoccupazione globale di circa il 4,5% per le donne e il 4,3% per gli uomini, percentuali che in Italia sono invece, rispettivamente, del 9,5% e del 7,3%,

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L’Italia perde 16 posizioni nel Global Gender Gap del World Economic Forum, la parità resta lontana per tutto, ma non per l’educazione ultima modifica: 2023-07-12T11:31:10+02:00 da Redazione

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