Iab Forum. Internet deve diventare veramente un mezzo di massa

All’appuntamento annuale dello Iab Forum, presentati i dati di chiusura d’anno, +12% per un valore di 1,380 miliardi. Ma la sfida per internet è ora fare massa critica, per coinvolgere l’altra metà degli italiani. In questo la conversione alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione sarà fondamentale

Simona Zanette, presidente di Iab Italia

Evoluzione è la parola chiave di quest’edizione, la 10a, dello Iab Forum, l’evento dedicato alla pubblicità digitale organizzato da Iab Italia. Fenomeni come le startup, la convergenza tra internet e tv – la video adv ha drenato il 2,5% dei budget destinati alla tv, con una crescita dell’85% -, danno un’idea dello scenario nel prossimo futuro. Internet cresce, unico tra i settori ad avere un deciso segno più, e l’anno secondo Iab Italia chiuderà a +12%, per un valore assoluto di 1 miliardo e 380 milioni di euro. Crescita a due cifre  anche per il 2013 con almeno un +10%.

«Non bisogna dimenticare che internet si colloca all’interno di un mercato pubblicitario in recessione – ha spiegato Simona Zanette, presidente di Iab Italia – Oggi gli italiani  che navigano secondo Audiweb sono 28 milioni, 2 milioni in più rispetto al 2011. Ma bisogna lavorare sullo sviluppo della massa critica, che è l’anello debole». Secondo AdEx, Italia abbiamo appena il 54% dei nuclei familiari ‘digitalizzati’ contro il 94% dell’Olanda e il 77% Germania.

L’AGENDA DIGITALE DA PROVOCAZIONE E’ ORA UN DDL
INTERNET DEVE DIVENTARE FONDAMENTALE PER LA PA

L’intervento degli economisti Gregorio De Felice, chief economist Intesa Sanpaolo, e Marc Vos, partner & managing director di Boston Consulting Group, ha messo in luce come le realtà industriali e manifatturiere italiane che hanno investito in ict si siano avvantaggiate nel loro business, soprattutto nell’export. Ma la grande differenza si sentirà quando l’e-commerce raggiungerà la maggioranza della popolazione, che in Italia tocca circa il 20% dei cittadini contro il 68% dell’Olanda e il 61% della Gran Bretagna. «In Olanda, dove sono nato – spiega Vos, non facciamo convegni su queste cose perché le facciamo e basta. L’Italia sta cominciando solo ora. Quattro anni fa l’Agenda Digitale era una provocazione, ora è un Decreto di Legge di misure urgenti per la crescita del paese approvato giovedì scorso. Quello che serve è pragmatismo e decisionismo: penso alla Turchia dove il governo ha obbligato ogni azienda ad avere un sito internet, o ancora all’Olanda dove non ci si può interfacciare con le realtà pubbliche, dalla salute alla scuola, senza internet». Oltre a questo, servirebbe un’iva differenziata per l’e-commerce, che oltre a lanciare un settore strategico renderebbe i pagamenti tracciabili e trasparenti.

STARTUP, LEVA PER IL CAMBIAMENTO PER CREARE CONDIZIONI DI SISTEMA
MA PER LA DIGITALIZZAZIONE SERVE UNO SWITCH OFF DEFINITIVO

La direzione, insomma, parrebbe presa e lo sostiene anche di Alessandro Fusacchia, 34enne consigliere del ministro Corrado Passera impegnato sul progetto delle startup innovative. «Abbiamo abolito il sostegno diretto e i finanziamenti perché vogliamo creare condizioni di sistema per rendere competitive non solo un gruppetto di società ma tutte le aziende italiane. Privati cittadini e aziende che – un po’ come giocare a poker – potrebbero finanziare queste realtà per goderne dei servizi ottenendo anche dei benefici fiscali. E per attrarre finanziamenti il progetto va raccontato anche all’estero, con tour ad esempio in Canada e Israele. Un progetto che doobiamo portare a termine in 3-4 mesi».

Oscar Giannino

Tutto bello, ma una pia illusione, secondo il giornalista Oscar Giannino: l’Agenda Digitale rischia di fermarsi alle intenzioni visto che la nostra amministrazione pubblica nelle sue migliaia di branche e uffici lavora con sistemi e database che non possono dialogare tra loro. «Perchè le cose cambino per davvero ci deve essere uno switch off definitivo oltre il quale le cose non potranno più funzionare come stanno andando adesso. Inoltre, su temi come l’e-payment, le grandi aziende private dovrebbero prima creare un’architettura regolatoria comune da presentare già digerita da loro sul tavolo di AgCom e Banca d’Italia. Altrimenti le buone intenzioni non bastano. Non bisogna stare dalla parte dei pompieri, ma essere incendiari».

Iab Forum. Internet deve diventare veramente un mezzo di massa ultima modifica: 2012-10-11T12:29:04+02:00 da Redazione

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