Il quotidiano libanese AnNahar riporta in edicola 6 giornali censurati per celebrare la libertà di stampa

Già Grand Prix a Cannes lo scorso giugno con la campagna ‘The Elections Edition’ e nel 2019 con ‘The Blank Edition’, il quotidiano libanese AnNahar ha promosso una nuova iniziativa per onorare la libertà di stampa che, scommettiamo, non mancherà di essere celebrata dai premi internazionali.

Nel 17° anniversario dell’assassinio del suo direttore Gebran Tueni, il 12 dicembre, AnNahar e l’agenzia Impact Bbdo hanno lanciato la campagna ‘Newspapers-Inside-The-Newspaper’ che riporta in vita 6 giornali che hanno cessato di esistere nel corso degli ultimi 20 anni a causa delle pressioni da parte dei politici. In sostanza, sono stati invitati i giornalisti dei giornali chiusi a scrivere nuovi pezzi per esaltare la libertà di stampa e denunciare la crisi economica e la corruzione che funestano il paese.

Negli ultimi decenni, sono stati almeno 12 le testate che hanno cessato di esistere a causa delle pressioni politiche, centinaia i giornalisti che hanno dovuto cambiare mestiere e alcuni, come Gebran Tueni, hanno pagato con la propria vita. Nel 2005 gli articoli di Tueni contro l’occupazione siriana e le autorità avevano ispirato migliaia di libanesi a scendere in piazza e chiedere libertà in quella che è stata chiamata “La rivoluzione dei cedri”

“Ad AnNahar non basta dire che sosteniamo la libertà di stampa. Dobbiamo dimostrarlo e abbiamo scelto di farlo riportando in vita alcune delle testate che sono state messe a tacere per dare loro un’altra possibilità di parlare liberamente” dice Nayla Tueni, attuale direttore del giornale.

Qui sotto i case study delle scorse campagne di AnNahar e Impact Bbdo.

Il quotidiano libanese AnNahar riporta in edicola 6 giornali censurati per celebrare la libertà di stampa ultima modifica: 2022-12-20T10:30:14+01:00 da Redazione

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