
La Redoute ha inaugurato ieri lo show-room di Milano, prima presenza fisica dell’etailer al di fuori del territorio francese, testimonianza di quanto sia importante il mercato italiano. Nel cuore di Milano, ma un po’ defilato dagli indirizzi più tradizionali, si presenta come una casa dove accogliere i clienti, i quali saranno inizialmente e soprattutto B2b, in parallelo alla modalità di ideazione delle collezioni pensate dai designer della storica azienda francese che ogni anno le organizzano immaginandole all’interno di tre diverse abitazioni.
“L’arredamento di La Redoute è stato subito apprezzato in Italia, mercato che consideriamo chiave, come dimostra questo show-room”, ha spiegato Loredana Fartade, responsabile del lancio – nel 2023 – del mercato italiano e attuale Country director per La Redoute nel nostro paese.
Come una casa. “Siamo partiti da un piccolo ufficio e abbiamo avuto una crescita esponenziale”, ha aggiunto. La Redoute ha approcciato il mercato italiano nel 2016, con il lancio dell’ecommerce, e – ricorda Fartade – “quando siamo arrivati non c’erano brand di arredamento che avessero attenzione al design”.
Il posizionamento del marchio quasi bicentenario è infatti a metà strada tra l’alto di gamma, che vende pochissimo online, e il super democratico Ikea. “Non ci paragoniamo a Ikea, che risponde a un bisogno immediato offrendo soluzioni accessibili, puntiamo su un rapporto qualità prezzo che non è rapportabile all’insegna svedese e su un target molto differente, che in Italia è nella fascia d’età tra i 35 e i 44 anni”, ha spiegato Fartade a BrandNews.
La Redoute e AMPM sono i due brand di arredamento dell’azienda, ciascuno con identità stilistiche differenti, ma complementari ed entrambi con grande attenzione ai materiali. Il primo è il marchio good value for money, il colore è la sua ‘firma’, l’obiettivo è semplificare la vita delle famiglie. il secondo è più premium e pezzi senza tempo che possono coesistere con ogni genere di arredamento, collaborazioni e grande attenzione ai dettagli.
Il mercato italiano ha risposto molto bene, con peculiarità tutte sue che lo distinguono sia dalla madre patria francese, sia dagli altri 19 mercati internazionali in cui opera la Redoute, con un incremento nelle vendite del 5% nel 2025 e un obiettivo che per il 2026 è a +10%.
L’Italia, ha aggiunto Fartade, è diverso dagli altri, con un peso dell’arredamento (85%) superiore rispetto al resto del mondo dove è al 70%, rispetto alla componente moda, con divani, letti e biancheria letto che si sono affermati come veri e propri best seller.
Il marchio, che è partito dal tessile a Roubaix nel 1837 lanciando nel 1927 un catalogo che ha fatto storia e ha ancora una buona componente moda, lo scorso anno ha avuto oltre 1 miliardo di euro di fatturato, il 40% prodotto dal mercato internazionale.
La Redoute, dopo l’acquisizione nel 2022 da parte del gruppo Gallerie Lafayette, ha ampliato il raggio d’azione con l’obiettivo di diventare “la piattaforma lifestyle leader in Europa”, ha aggiunto la Country director.
La comunicazione, che in Francia è stata sviluppata dall’agenzia Marcel (Publicis Groupe) con la nuova piattaforma di comunicazione del 2024 ‘Vivre le beau’ che è stata adattata anche al mercato italiano, è sostanzialmente digitale – coerentemente con le 1,4 milioni di visite mensili al sito web e 640mila follower -, affidata a social e altri canali, “in cerca di un pubblico molto mirato”, ha detto Fartade, con molto retail ed eventi. Quest’anno non ci saranno iniziative particolari per la DesignWeek, ma lo show-room di Milano sarà al centro di tutte le attività di La Redoute durante il Salone del Mobile.
A.C.






