Il richiamo del retail media l’ha ascoltato anche McDonald’s. Bloomberg ha riportato che l’insegna dagli archi dorati sta testando l’inserimento di pubblicità per altri marchi sui suoi tabelloni del menu: un fenomeno assolutamente nuovo per l’azienda, ma non stupisce che voglia capitalizzare la crescita del retail media aggiungendo una nuova fonte di ricavi al suo bilancio, sfruttando la sua portata incomparabile.
Del resto McDonald’s negli Usa conta oltre 13.700 ristoranti, dà da mangiare a 26 milioni di americani ogni giorno e raggiunge il 90% della popolazione statunitense ogni anno. E ormai praticamente tutti i ristorano dispongono di tabelloni digitali, spazi drive-thru e chioschi touch-screen per consultare i menù e ordinare. I clienti vedrebbero dunque annunci di terze parti mentre attendono i loro hamburger e patatine fritte dopo aver effettuato gli ordini.
Come spiega la giornalista Daniela Sirtori, oggi McDonald’s terrà il suo primo investor day da tre anni a questa parte e probabilmente si parlerà anche di questo, insieme ai piani dell’azienda per rilanciare la crescita negli Stati Uniti.
Colpita dall’aumento dei costi e da un traffico di clienti più debole, oltre che dalla concorrenza di altri brand QSR, l’insegna vede le vendite languire. Per recuperare terreno, l’azienda ha anche svelato un piano per rinnovare i ristoranti, migliorare la qualità del cibo e il servizio clienti.
La notizia dei test nel retail media è stata confermata da un’email da parte di un portavoce dell’azienda, secondo la quale “questo pilota limitato di pubblicità sui tabelloni del menu presso selezionati ristoranti di proprietà dell’azienda sta esplorando modi per condividere contenuti post-acquisto che i clienti potrebbero trovare utili, pertinenti o interessanti, garantendo al contempo che l’esperienza McDonald’s rimanga al centro di ogni visita”.
Aggiornamento 25 settembre: durante l’investor Day, il Cmo globale Morgan Flatley ha detto che l’obiettivo è raccogliere pubblicità per 1 miliardo di dollari, valorizzata da una reach di 70 milioni di clienti giornalieri negli Usa. I test sono iniziati lo scorso agosto in 450 ristoranti di proprietà e potrebbero presto coinvolgere anche quelli in franchising.





