L’agenzia guidata da Piermario Tedeschi ha celebrato ieri sera a Milano il traguardo dei 15 anni e per il 2026 vede un fatturato oltre i 35 milioni di euro
Quindici anni di attività e una crescita che continua ad accelerare. Digital Angels celebra l’anniversario con un fatturato 2025 di 28,8 milioni di euro, in aumento dell’80% rispetto all’anno precedente. Per il 2026 l’agenzia prevede un ulteriore incremento del 30%, mentre il media gestito dovrebbe salire dagli attuali 40 a 50 milioni di euro.
Numeri che riflettono anche l’ampliamento del perimetro dell’agenzia, oggi attiva tra performance, creatività e media. Un percorso che ha visto nel 2024 la nascita di DAs Media, il centro media del gruppo, entrato già nel primo anno nelle rilevazioni di COMvergence e Recma.
La società conta circa 100 persone e continua a investire sulla propria presenza a Milano, città nella quale è attiva fin dalla fondazione. Tra gli incarichi più recenti spicca la convenzione ARIA da 27,8 milioni di euro per la pianificazione media di Regione Lombardia. Sul fronte associativo, Piermario Tedeschi, managing director di Digital Angels, è entrato inoltre nel Consiglio Direttivo di IAB Italia.
L’anniversario viene celebrato con la campagna “15 years forward”, che ripercorre alcune delle tappe che hanno segnato l’evoluzione dell’agenzia.
Una crescita che, secondo Tedeschi, è stata costruita anticipando i cambiamenti del mercato. «In quindici anni siamo cresciuti perché abbiamo alzato l’asticella prima che ce lo chiedesse il mercato e abbiamo riconosciuto i cambiamenti quando erano ancora tendenze», spiega il managing director.
L’ALLARME SULL’AI
Proprio l’evoluzione dell’intelligenza artificiale rappresenta oggi, però, uno dei principali elementi di attenzione per il settore. La diffusione dell’AI rischia infatti di spingere la comunicazione verso una progressiva omologazione, mettendo sotto pressione il valore della creatività e della distintività.
«Quello che vediamo oggi ci mette in allarme. Le campagne sono tutte carine ma sono sempre meno quelle memorabili, o che lasciano il segno, perché l’intelligenza artificiale porta tutti verso la media. La creatività, così, non può andare avanti e serve un segnale forte. Spero se ne parlerà ad Intersections», conclude Tedeschi.





