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Rai C’è e lancia i due nuovi canali Italiana e V/be per rafforzare l’ecosistema del Servizio Pubblico

Giampaolo Rossi, a.d. di Rai, ha annunciato di voler portare l’organizzazione per generi a sole 5 direzioni

ANCONA – Nonostante sia al centro delle vicissitudini della politica, Rai non rinuncia a guardare avanti e ad evolvere. La presentazione dei palinsesti avviene durante il terremoto nella Commissione di Vigilanza: il titolo è ‘Rai C’è’ che, come ha spiegato l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, «rappresenta una presa d’atto e una dichiarazione di intenti. A partire da una riorganizzazione della propria offerta sul digitale terrestre che non veniva modificata dal 2010».

Giampaolo Rossi, a.d. Rai

Arriveranno cosi due nuovi canali tv: il primo, battezzato Italiana, prenderà il posto sul canale 57 di Rai Scuola (destinato a trasformarsi in un progetto più complesso di e-learning su Rai Play) con la volontà – come ha spiegato Rossi – «di rappresentare l’Italia reale nelle sue dimensioni territoriali, produttive, culturali, storiche, sviluppando una narrazione identitaria. Siamo primi nel raccontare il territorio a livello internazionale».

Il secondo canale sarà V/be, che partendo dai social e dal digitale, sostituirà sul 42 Rai Gulp a partire da gennaio 2027 e punta ad un pubblico preadolescenziale. Un nuovo brand che parlerà soprattutto al target 10-14 anni, «ma in chiave aspirazionale si rivolgerà anche ai più piccoli a partire dagli 8 anni».

Asset centrale di Rai rimane Rai Play, ha voluto ribadire l’a.d., attraverso la quale avviene la fondamentale integrazione tra lineare e digitale. «In uno scenario mediatico sempre piu complesso all’interno del quale Rai si deve mostrare competitiva. Rai Play ha una base di catalogo quasi doppia rispetto a quella della Bbc».

Giampaolo Rossi ha poi voluto ribadire la centralità del pilastro Fiction per la Rai, ma anche la sua importanza in senso contrario. «Senza il nostro sostegno l’intero sistema dell’audiovisivo italiano non potrebbe sopravvivere alle dinamiche della produzione globale».

Altro pilastro è lo sport dove Rai – ha detto Rossi – «ha investito dal 2023 ad oggi oltre 600 milioni di euro per l’acquisto dei diritti sportivi, sia per quelli ordinari che per i grandi eventi come i Mondiali di calcio» che sono in onda in questo momento.

Sul piano del posizionamento dei canali principali non ci sono novità e vengono confermati i cavalli vincenti. «La forza della Rai è tenere insieme una pluralità di contenuti – ha detto Rossi – un ecosistema editoriale e industriale che non ha equivalenti nel panorama nazionale ed europeo. ‘Rai C’e’ nelle scelte, come è stata quella di Carlo Conti per Sanremo e il passaggio di testimone che c’è ora con De Martino, che sarà il piu giovane direttore artistico della storia. Il tasso di innovazione dei programmi e dei volti in questi ultimi anni e stato del 30%, che e un dato notevole».

Una novità all’orizzonte potrebbe essere a livello organizzativo: «Abbiamo ereditato la riforma per generi, di cui io ero favorevole. Tutti i broadcaster in Europa sono organizzati per generi che però sono 4 o 5. Il processo di sperimentazione fatto dalla Rai in questi anni con la creazione di 10 direzioni per genere ha reso l’iter decisionale molto complicato. Io ritengo necessaria una riforma per ridurre a 4 e 5 direzioni e istituire una figura di chief content a capo di queste, un direttore generale editoriale».

Rai C’è e lancia i due nuovi canali Italiana e V/be per rafforzare l’ecosistema del Servizio Pubblico ultima modifica: 2026-07-06T10:35:52+02:00 da Redazione

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