IAP, la maggior parte degli influencer rispetta le regole di trasparenza e ad-disclosure. Ma restano ampie sacche di criticità

Nel contesto dell’evento “Influencer Marketing 2026” organizzato da UPA, IAP ha presentato i risultati di un monitoraggio svolto dall’istituto con la consulenza scientifica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Condotto su due settori chiave della content economy (beauty e integratori alimentari), il monitoraggio ha interessato tre diverse piattaforme (Instagram, Tik Tok e Youtube), in due distinti periodi (marzo-aprile; giugno-luglio 2025), per un totale di circa 220.000 contenuti diffusi, di cui più di 13.000 contenuti pubblicitari analizzati.

Responsabili del progetto sono Monica Davò per IAP e prof.ssa Nicoletta Vittadini, docente e esperta di comunicazioni digitali dell’Università Cattolica di Milano.

I dati 2025 evidenziano un quadro in evoluzione: nel settore beauty il 70% dei contenuti risulta conforme con il Regolamento Digital Chart, con criticità legate soprattutto alla scarsa visibilità delle disclosure e ai formati dinamici. Nel comparto degli integratori, invece, oltre il 63% dei contenuti è trasparente ma permane una quota significativa di non conformità, spesso legata a comunicazioni poco chiare o a claim non dimostrati. La persistenza di contenuti non conformi mostra una concentrazione in pochi profili ricorrenti e permangono alcune lacune nella leggibilità e chiarezza dei disclaimer relativi alla comunicazione commerciale.

Tra le piattaforme analizzate, Tik Tok è risultata quella con maggiori criticità dal punto di vista della trasparenza dei contenuti pubblicitari. Youtube ha rivelato un alto tasso di conformità, ma presenta qualche criticità nei formati brevi, dove la disclosure non sempre compare, e nei video lunghi in cui l’adv viene dichiarato solo oralmente e non anche in sovrimpressione. Problemi di compliance anche nei reel di Instagram che risultano per oltre il 50% non conformi.

Una percentuale alta di non conformità anche nei post statici, che può essere ricondotta al fatto che nell’attuale visualizzazione delle piattaforme si leggono solo poche parole della prima riga delle caption e quindi in molti casi le disclosure, anche se presenti, non risultano conformi in quanto visibili solo dopo un click in descrizione. Le regole aggiornate nell’ultimo anno ribadiscono invece la necessità che l’indicazione della natura pubblicitaria compaia senza bisogno di azioni ulteriori da parte degli utenti.

Nota bene, gli influencer con un seguito più numeroso sono anche quelli più rispettosi delle regole: la maggior parte dei contenuti non conformi sono stati diffusi da creator con meno di 500.000 follower.

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IAP, la maggior parte degli influencer rispetta le regole di trasparenza e ad-disclosure. Ma restano ampie sacche di criticità ultima modifica: 2026-03-26T11:04:31+01:00 da Redazione

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