L’amministratore delegato di Rai Pubblicità fa il punto sull’edizione 2026 del Festival di Sanremo. Sugli ascolti: “Nessun problema con gli investitori pubblicitari, sui target core siamo cresciuti”
Il Festival di Sanremo 2026 si chiude con un altro record di raccolta pubblicitaria.
Quest’anno Rai Pubblicità incassa 72 milioni di euro, un dato in crescita di oltre il 10% rispetto ai 65,2 dello scorso anno. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato della concessionaria, Luca Poggi.
«Non era così scontato fare meglio dello scorso anno – ha detto Poggi -. Soprattutto dopo le Olimpiadi Invernali, ma anche in considerazione degli ultimi eventi internazionali. Per questo il nostro grande grazie va in primis alle aziende partner per il loro contributo, che non è soltanto economico. Hanno offerto la possibilità di farci vivere questa “sospensione” dalla quotidianità, perché i grandi eventi sono in grado di fare questo. Febbraio è stato un grande mese per Rai Pubblicità, ma penso anche per tutto il mercato. Sanremo ha riaffermato la centralità di noi broadcaster nativi, un grande asset per tutto il mercato radiotelevisivo italiano».
Suddividendo i 72 milioni di raccolta per i diversi mezzi, il 15% arriva da RaiPlay mentre l’evento sul territorio ‘Tra palco e città’ vale circa il 7/8%. «Tutti i mezzi sono cresciuti rispetto allo scorso anno, anche TikTok grazie alla partnership che abbiamo stretto con loro quest’anno – ha detto Poggi -. Ovviamente la televisione continua a fare la parte del leone».

In merito al calo degli ascolti rispetto alla passata edizione, il manager è stato netto: «Le audience si contano ma soprattutto si pesano. Noi in questa edizione abbiamo guadagnato affinità e ascolti fino ai 54 anni, dai 55 in su abbiamo perso invece affinità. Siamo cresciuti moltissimo sui target 15-24, 15-35, 25-54, che sono il core del mercato pubblicitario, a cui dunque offriamo qualcosa di unico».
Mentre alla domanda su eventuali richieste di compensazioni da parte degli investitori pubblicitari ha così risposto: «Non abbiamo nessun problema. Per pianificare Sanremo bisogna avere un rapporto continuativo con Rai Pubblicità. E con chi si ha rapporti duraturi si trova sempre la via migliore per rimanere insieme».
GLI ASCOLTI, LUCCA: “LA FRUIZIONE SI E’ SPOSTATA”
I telespettatori medi che hanno seguito su Rai 1 l’ultima serata del Festival di Sanremo 2026 sono stati 11,2 milioni, per una share del 68,8%.
In termini di share medio, si tratta del terzo risultato migliore dal 1995 a oggi, superato solo dalle ultime due edizioni (73,1% quella del 2025, 74% nel 2024).
Il dato di ascolto medio delle 5 serate è invece di 10 milioni di telespettatori per una share di 62,8%.
«Siamo di fronte a uno spostamento della fruizione verso le piattaforme social, che non possiamo contabilizzare. La copertura dell’evento è pari all’85,8% (60,7% tv lineare, 25,1% digital) della popolazione italiana, dimostrando che non c’è stata una flessione così consistente rispetto alle ultime edizioni» ha detto Roberta Lucca, direttrice marketing della Rai.
Luca Orma






