Con lo streaming il pubblico ha conquistato più controllo sulle modalità di visione della TV, ma restano ancora molte aree di miglioramento e una di queste è la pubblicità.
Secondo il nuovo report di Freewheel ‘Voice of the Viewer’, l’85% degli spettatori europei utilizza piani di streaming che includono pubblicità, e però la ripetizione e l’irrilevanza degli annunci a cui vengono esposti compromette l’esperienza di visione.
La nuova indagine prodotta dalla società che fa capo a Comcast rivela che lo streaming è ormai la modalità principale con cui molti spettatori europei scelgono di guardare la TV: oltre 8 su 10 (83%) si dichiarano soddisfatti dell’esperienza di streaming, i contenuti sono il fattore chiave di gradimento (il 73% cita la disponibilità dei programmi preferiti come l’aspetto più apprezzato), seguito dal rapporto qualità-prezzo (63%) e i dati mostrano che il pubblico dello streaming si è adattato bene alla pubblicità, considerato che quasi la metà degli intervistati (47%) guarda solo servizi di streaming supportati dalla pubblicità.
L’indagine è stata condotta in collaborazione con Dynata nella seconda metà del 2025 intervistando 4mila individui over 18 anni e abbonati o con accesso a servizi di streaming a pagamento o FAST in Francia, Germania, Italia, Spagna e Uk.
L’invasione degli annunci sullo streaming sembra ancora più forte che sulla TV tradizionale: gli spettatori AVoD sono più propensi (+10%) a percepire gli annunci come invadenti rispetto a chi guarda la TV lineare e il 39% di chi li trova fastidiosi afferma che appaiono nel momento sbagliato, per esempio interrompendo un dialogo, o per la scarsa pertinenza e l’eccessiva ripetizione. Il 55% degli utenti di streaming dichiara, infatti, di vedere ripetutamente gli stessi annunci, un dato che secondo Freewheel dovrebbe indurre a un controllo più rigoroso della frequenza di esposizione per evitare che cresca i disinteresse degli spettatori. Inoltre, il 72% dei rispondenti ritiene che la pertinenza degli annunci non è migliorata o sia addirittura peggiorata negli ultimi 5 anni, tanto che più della metà si dichiara favorevole all’utilizzo dell’IA per selezionare gli annunci visualizzati. Solo il 36% dichiara che gli annunci presentano prodotti che vorrebbero acquistare.
L’esperienza dello streaming, comunque, rimane oltremodo favorevole considerato un incremento del 148% di chi dichiara la propensione a scegliere lo streaming rispetto alla TV lineare e che il 78% non ha cancellato il proprio abbonamento nell’ultimo anno. Ma se l’AVoD diventa la norma per lo streaming, avvisa Freewheel, allora i servizi devono dare priorità all’esperienza degli spettatori, a cominciare dai break pubblicitari che gli consentono di monetizzare i contenuti. Inoltre, alcune ricerche citate nel report sottolineano che una bassa qualità dell’esperienza pubblicitaria può avere un impatto negativo sul ricordo di marca.
Meglio live. Un’interessante evidenza del report è la migliore accettazione della pubblicità nei contenuti live come lo sport, fatto che per Freewheel che segnala molte opportunità – per inserzionisti e streamer – di raggiungere larghe fasce di pubblico utilizzando annunci dinamici e programmatic. il report evidenzia infatti che gli spettatori di eventi live considerano gli annunci meglio aderenti rispetto ale inserzioni nelle serie TV e altri contenuti (+13%)







