Intervista a Federico Grom: le strategie di Lec per crescere, tra innovazione e ambizioni globali

Federico Grom (cofondatore insieme a Guido Martinetti del marchio di gelati poi acquisito da Unilever) ci racconta la nuova sfida di Lec, che lo vede ancora al fianco di Martinetti insieme a Charles Leclerc e Nicolas Todt. Il brand entra nel suo terzo anno di vita e punta su innovazione, sviluppo nei mercati internazionali e comunicazione digitale

Intervista a Federico Grom: le strategie di Lec per crescere, tra innovazione e ambizioni globali
Federico Grom
A due anni dal lancio di Lec, come sta andando questa avventura?

«Questa avventura imprenditoriale nasce dall’amicizia con Guido (Martinetti, cofondatore di Grom n.d.r.), con cui non avremmo mai immaginato di rilanciarci nel mondo del gelato, e da un’idea condivisa con Charles. Fin dall’inizio le ambizioni erano alte, anche se diverse da quelle tipiche di una startup guidata da ventenni: l’esperienza e il percorso alle spalle inevitabilmente influenzano il modo di fare impresa.

Siamo partiti subito con grandissime ambizioni, fin dal primo anno l’azienda si è resa internazionale in modo naturale espandendoci anche in Francia e in soli 18 mesi, abbiamo venduto un milione di barattoli. Il primo anno è stato però  parziale, con il lancio in Francia avvenuto solo a luglio, ma nel secondo anno conclusosi a dicembre 2025 abbiamo raggiunto quasi 2,5 milioni di euro di fatturato. Un risultato che considero davvero significativo. Il mondo dei supermercati può sembrare enorme, ma in realtà è molto competitivo e con spazi limitati, soprattutto nei freezer. Entrare rapidamente in diversi Paesi e ottenere una distribuzione ponderata superiore al 20% nella gdo in Italia e intorno al 10% in Francia è per noi motivo di grande soddisfazione».

Da sinistra: Nicolas Todt, Guido Martinetti, Charles Leclerc, Federico Grom
Quali sono gli obiettivi e le strategie per crescere nei prossimi anni?

«Guardiamo a una crescita a doppia cifra anno su anno. La strategia si basa su due direttrici principali: da un lato l’ingresso in nuovi mercati, dall’altro lo sviluppo di quelli già avviati, come Italia e Francia.

Abbiamo iniziato anche in Inghilterra e vogliamo rafforzare la nostra presenza lì, mentre la Svizzera rappresenta un mercato interessante anche dal punto di vista logistico. Ma l’ambizione è di andare in tutto il mondo».

E l’ampliamento della gamma prodotti?

«È un elemento chiave. Nasce da una doppia esigenza: da un lato interna, perché il nostro team – guidato da Guido e Andrea in R&D – ama sperimentare nuovi gusti; dall’altro dal mercato, che richiede novità continue. Abbiamo appena lanciato un nuovo gusto, ma ne abbiamo già diversi altri pronti. È anche un modo per rispondere a consumatori con preferenze diverse, andando oltre i gusti più tradizionali».

Il nuovo gusto Why Nut?
Passiamo alla comunicazione: che ruolo ha nel vostro percorso?

«È centrale. Non basta essere presenti sugli scaffali: bisogna spiegare al consumatore perché scegliere il nostro prodotto. La nostra sfida è dimostrare che un gelato a ridotto apporto calorico può essere anche molto buono. Per farlo, puntiamo su una comunicazione mirata, soprattutto digitale. Principalmente social media e piattaforme digitali: Google, YouTube, Instagram e Facebook. Questo ci permette di concentrare gli investimenti su target specifici e aree geografiche precise. In prospettiva, ci piacerebbe arrivare anche in TV, per parlare a un pubblico più ampio. Ma è un passo che faremo quando saremo pronti, sia a livello di distribuzione che di risorse».

Dopo l’esperienza con Grom, puntate a replicare quel modello di successo oppure considerate questo progetto una sfida completamente nuova?

«Innanzitutto escludiamo l’apertura di negozi monomarca, come avvenuto con Grom. Replicare esattamente un successo passato, del resto, è sempre rischioso. La nostra ambizione è piuttosto quella di fare ancora meglio, facendo leva su una maggiore esperienza e maturità e costruendo un team all’altezza della sfida, proprio come accadde con Grom. Fa parte della nostra attitudine: ogni volta che intraprendiamo qualcosa, cerchiamo di farlo al meglio».

 

Luca Orma

 

 

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Intervista a Federico Grom: le strategie di Lec per crescere, tra innovazione e ambizioni globali ultima modifica: 2026-04-02T10:24:07+02:00 da Redazione

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