L’evoluzione della ricerca online nell’era del prompting: l’indagine di NetStrategy sui nuovi comportamenti degli utenti

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Il modo di cercare informazioni online sta attraversando una metamorfosi senza precedenti. Se il 2024 è stato l’anno dell’hype tecnologico legato all’Intelligenza Artificiale Generativa, il 2025 e l’inizio del 2026 segnano il consolidamento di un nuovo comportamento universale: il passaggio graduale dalla ricerca per “keyword” a quella per “prompt”. La prassi ormai quotidiana di interagire con interfacce conversazionali come ChatGPT e Gemini sta istruendo tutti noi a formulare domande complesse, articolate e iper-specifiche. Uno schema mentale che si sta trasferendo, naturalmente, anche sui motori di ricerca tradizionali, come Google.

Per analizzare l’impatto di questa rivoluzione sul mercato italiano, NetStrategy, agenzia di Digital Marketing con sedi in provincia di Verona e Milano, ha condotto una ricerca di mercato estensiva. L’indagine ha monitorato l’evoluzione della domanda organica su un arco temporale di dodici mesi, da Gennaio 2025 a Gennaio 2026. I risultati delineano uno scenario in cui la SEO sta cambiando pelle per rispondere a un utente radicalmente più consapevole, informato e tecnicamente esigente. La partita della visibilità, in poche parole, si sta spostando verso una complessità che premia chi ha il coraggio di abbandonare le generalizzazioni per diventare estremamente specifico.

L’analisi si è concentrata su un dataset di oltre 30.000 keyword esclusivamente unbranded. Questo perché l’obiettivo era quello di isolare il comportamento di scoperta puro, analizzando come i potenziali clienti interrogano il web prima ancora di conoscere un brand o un’azienda specifica. Attraverso un utilizzo avanzato di Google Search Console, il team di NetStrategy ha isolato le query cosiddette “lunghe”, composte da 6 o più parole, per mappare con precisione l’evoluzione del linguaggio naturale degli utenti.

“Abbiamo smesso di guardare solo i volumi di traffico per osservare i processi decisionali che ci sono dietro,” spiega Francesca Vena, Senior SEO Specialist in NetStrategy. “Dividendo le ricerche per lunghezza (short, medium e long-tail) abbiamo notato che l’utente oggi struttura la sua domanda come se stesse parlando a un esperto. Quindi il risultato che si aspetta è una risposta che ricalca la precisione della sua domanda.”

Per rendere l’analisi granulare, il dataset è stato mappato incrociando i modelli di business (B2B e B2C) con la tipologia di offerta (prodotti e servizi), isolando così le diverse dinamiche tra acquisti d’impulso e cicli decisionali complessi.

Il dato più significativo emerso dalla ricerca è un incremento dell’utilizzo del 675% delle query composte da 6 o più parole. In ambiti consulenziali e tecnici, le ricerche che contengono tra gli 11 e i 12 termini sono cresciute del 250%, con casi limite che arrivano a toccare i 20 termini.

Questo significa che l’utente ha smesso di accontentarsi della superficie.

Abbiamo chiesto al team di NetStrategy di farci un esempio.

Se un imprenditore cerca un servizio per la sua azienda, non digita più solo “welfare aziendale“, ma formula richieste come: “come attivare un piano welfare per srl con 20 dipendenti e quali sono i vantaggi fiscali nel 2026“.

Questa precisione estrema rappresenta un’opportunità enorme per le imprese: chi offre la risposta tecnica corretta non ottiene solo un clic generico, ma intercetta un potenziale cliente che ha già superato la fase di infarinatura ed è pronto a decidere.

L’analisi ha evidenziato come l’evoluzione semantica si declina in modi diversi a seconda del modello di business:

  • Nel settore dei macchinari di nicchia (B2B industriale) le query lunghe sono aumentate del 331%. Qui l’utente cerca parametri certi: materiali, portate, compatibilità tecniche. In questo contesto, una scheda tecnica dettagliata si trasforma nello strumento di lead generation più potente a disposizione dell’azienda.
  • Nel comparto wellness e medicale (B2C servizi e salute) le ricerche da 10 parole sono triplicate. Le persone descrivono il proprio sintomo o bisogno collegandolo a un contesto specifico (es. “dolore lombare dopo allenamento pesi rimedi naturali”). La visibilità qui appartiene a chi dimostra competenza nel collegare la problematica dell’utente a una soluzione autorevole.
  • Anche nel grocery online (B2C prodotti) o nel settore dei trasporti, nicchie come le restrizioni dietetiche o la logistica locale (“consegna a domicilio prodotti senza glutine Milano zona centro”) registrano query da 13-15 parole. Questi bisogni iper-precisi si stanno trasformando in fonti di guadagno stabili per chi sa presidiare la “coda lunghissima” della domanda.

Un punto fondamentale dell’indagine riguarda il rapporto tra l’Intelligenza Artificiale di Google (AI Overviews) e i siti web. Questo perché l’AI è eccellente nel fornire definizioni generali e quadri d’insieme (il “cosa”), ma l’utente prosegue la navigazione verso il sito web quando cerca il processo operativo, il caso studio o la convalida tecnica.

“Esiste un Authority Gap che l’AI non può colmare,” commenta Mattia Mella, Head of SEO in NetStrategy. “Perché quando la complessità della domanda aumenta, l’utente cerca la voce di chi risolve quel problema sul campo. La SEO oggi serve a posizionarsi come risorsa autorevole esattamente un secondo dopo che l’AI ha fornito le basi informative”.

I dati raccolti indicano che per restare rilevanti nel 2026, le aziende devono superare la logica dei contenuti generici e “standard”. Il mercato sta premiando la capacità dei brand di essere “utili” prima ancora che “visibili”. In questo nuovo equilibrio, la SEO diventa un esercizio di ascolto e risposta dove vincerà chi saprà trasformare la complessità di una domanda in una soluzione chirurgica, autorevole e, soprattutto, umana.

Puoi trovare l’indagine completa tramite questo link: Fare SEO nell’era del prompting

L’evoluzione della ricerca online nell’era del prompting: l’indagine di NetStrategy sui nuovi comportamenti degli utenti ultima modifica: 2026-04-09T08:50:42+02:00 da Redazione

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