Il dietrofront di Perplexity avviene mentre stanno partendo i test della pubblicità su ChatGPT, Anthropic lancia la campagna “Ads are coming to AI. But not to Claude” e Google ribadisce che per ora la pubblicità su Gemini non ci sarà
Prima ad ammettere la pubblicità sulla sua piattaforma di IA, Perplexity ha deciso di tagliare le inserzioni per non mettere a rischio la fiducia degli utenti, proprio mentre stanno partendo i test sugli annunci sponsorizzati su ChatGPT. Lo scrive il Financial Times, spiegando che dalla fine dello scorso anno la startup ha iniziato a eliminare gli annunci.
Un manager di Perplexity ha detto alla testata che gli utenti, affinché continuino a scegliere e a pagare la piattaforma, devono credere che sia la migliore possibile. E anche se gli annunci pubblicitari erano chiaramente etichettati come sponsorizzati e non influenzassero le risposte fornite, la loro presenza avrebbe potuto facilmente indurre gli utenti a dubitare di tutto quello che vedono. Per questo, il business pubblicitario è stato giudicato più dannoso che redditizio.
È la stessa visione che Anthropic non ha esitato a esplicitare pianificando ben due spot della campagna “Ads are coming to AI. But not to Claude” al massimo evento sportivo e pubblicitario statunitense, il Super Bowl, rivendicando decisamente la propria scelta di non introdurre annunci che potrebbero risultare fuori luogo in un contesto dove l’IA viene usata per il lavoro intenso o alla quale vengono poste domande private.
Anche Google, qualche settimana fa, aveva detto, attraverso il ceo di DeepMind Demis Hassabis, di non considerare per il momento l’introduzione delle pubblicità su Gemini per concentrarsi sulla tecnologia e sull’esperienza degli utenti. Hassabis ha inoltre espresso stupore per il fatto che la pubblicità fosse stata introdotta su ChatGPT così presto, immaginando che ciò fosse dovuto all’urgenza di aumentare i ricavi. Ha inoltre aggiunto che bisogna essere certi prima di tutto che le risposte offerte siano realmente corrette e imparziali e che con la pubblicità di mezzo ciò non verrebbe escluso, ma, potrebbe essere realizzato non al meglio. “Penso che ci siano molti modi in cui potrebbe essere fatto male” ha concluso.
Nel mentre, i test delle adv su ChatGPT sono partiti sui piani free con la presenza di noti brand, che hanno pagato un minimo di 200mila dollari per sperimentare questo nuovo modo di fare pubblicità. Un esperimento piuttosto caro, se si pensa che il CPM richiesto è di 60 dollari ogni 1000 impressioni, circa il triplo di quanto richiesto attualmente da Meta.
Perplexity dichiara più di 100 milioni di utenti, è valutata 18 miliardi di dollari e genera 200 milioni di dollari di ricavi l’anno, provenienti per la maggior parte dagli abbonamenti: accanto al piano gratuito, i piani a pagamento vanno dai 20 ai 200 dollari al mese.
Per ribadire l’accuratezza degli strumenti di analisi di Perplexity, sulla piattaforma è stato lanciato Model Council, una funzionalità di ricerca multi-modello che riunisce diversi modelli per un’unica risposta. Come spiega la nota, invece di verificare manualmente le query su più modelli, Model Council consente di eseguire la stessa query su più modelli contemporaneamente, come Claude Opus 4.6, GPT 5.2 e Gemini 3.0, le cui risposte vengono poi messe a confronto per capire immediatamente dove i modelli concordano e dove differiscono.
In questo modo, se si notano divergenze si comprende subito ce è necessario approfondire, se invece concordano si può procedere con più sicurezza. Model Council è già disponibile per gli abbonati a Perplexity Max sul web e presto su mobile.






