
Dopo l’Australia, dove la legge è in vigore da dicembre e non mancano gli escamotage, e la Francia la cui Assemblée nationale ha adottato una settimana fa una proposta di legge in materia (che però sarà efficace nell’autunno prossimo), anche Spagna e Grecia vogliono interdire l’accesso ai social ai minori di 15 anni. In Spagna lo ha annunciato il primo ministro Pedro Sánchez, come parte di un pacchetto di iniziative, tra cui l’emanazione di una legge che considererà i dirigenti delle piattaforme personalmente responsabili dei discorsi d’odio.
Un progetto simile è allo studio anche in Grecia, confermato all’agenzia di stampa Reuters da una fonte governativa di alto livello. Sempre secondo Reuters, l’82% degli spagnolo è favorevole all’interdizione.
Quanto al sistema per metter in atto il divieto tra gli under 16, il governo spagnolo punta su uno strumento presentato nel 2024, l’app mobile Digital Wallet con cui partecipa a un progetto pilota della commissione Europea, secondo quanto riporta la testata specializzata CTRL.
Il progetto si basa sul Portafoglio Europeo dell’Identità Digitale, non ancora attivo, che permetterà agli utenti di verificare la propria età in modo anonimo e senza rivelare dati personali. Per altro, le credenziali scadono ogni 30 giorni per impedire il tracciamento dell’utente.
La Commissione europea sembra aver accolto con favore l’annuncio della Spagna, ma ha sottolineato che la legislazione nazionale non può imporre ai gatekeeper obblighi aggiuntivi oltre quelli previsti dal Digital Services Act (DSA); per questo, la proposta di legge francese – dopo la bocciatura del 2023 – non punta al divieto dei social, ma ne interdice l’accesso ai minori, sperando che funzioni anche con la Commissione europea.





