Per essere radicali e immediati nel sentire bisogna creare connessioni inaspettate tra mondi diversi, come la mostra Ugo Rondinone Terrone alla GAM di Milano
di Francesco Morace, presidente Future Concept Lab

In questi giorni va in scena la Milano Art Week, cui seguirà la Milano Design Week. E allora si fa largo un’intenzione: il mondo della creatività può e deve adottare strategie coraggiose per arginare e ribaltare il degrado umano del pensiero e del linguaggio cui stiamo assistendo.
Non basta resistere: bisogna reagire lanciando segnali forti, attraverso la capacità di spiazzamento che la sensibilità artistica ha sempre praticato, sparigliando i giochi. Bisogna giocare sui tempi e sugli spazi, per esempio trasformando i musei in luoghi di riflessione in cui convergano diverse forme d’arte e di cultura: ogni istante del passato e ogni idea del futuro deve vivere qui, nel tempo presente.
Solo così possiamo sperare di ingaggiare anche le generazioni più giovani, per le quali le distanze si annullano, le esperienze geo-culturali si attualizzano, riconducendo l’avventura quotidiana a un mondo-casa, alimentato dal viaggio e dall’avventura artistica e creativa.
Segnale forte. Per essere radicali e immediati nel sentire, come vogliono loro, bisogna creare connessioni inaspettate tra mondi diversi. La mostra Ugo Rondinone Terrone alla GAM di Milano dal 2 aprile al 6 luglio, lancia un segnale forte in questa direzione. A partire dal titolo proposto dall’artista e accolto con entusiasmo dalla curatrice Caroline Corbetta, tra le più acute e sensibili nel mondo dell’arte contemporanea: il termine Terrone con cui l’artista si qualifica, non è una provocazione linguistica ma il recupero del suo significato più profondo che ‘illumina’ i contenuti della mostra e rafforza l’intelligenza di un gesto artistico che ribalta l’ottusità dell’insulto in valore archetipico, sia in termini simbolici (l’elemento primigenio della Terra) che di attività (la nobiltà di lavorare la terra).
Ugo Rondinone celebra così l’origine contadina dei propri nonni e dei genitori che da Matera emigrarono in Svizzera. La mostra propone tre gruppi di soggetti, tutti legati alla terra: 4 monumentali sculture di ulivi in alluminio, visibili già nel cortile della Galleria d’Arte Moderna; un pannello smisurato pieno di utensili contadini, acquistati da Rondinone nei mercatini di Long Island dove negli anni ‘20 quasi tutti gli agricoltori erano immigrati italiani, e da lui ricoperti d’oro; e infine 6 sculture di nudi a grandezza naturale, realizzate in cera mescolata a terra, raccolta dall’artista nei 7 continenti.
La semplicità geniale dell’allestimento prevede un coup de teathre all’altezza dell’origine francese della curatrice. Il pannello di attrezzi da lavoro è stato posto giusto di fronte a ‘Il Quarto Statoì’ di Giuseppe Pellizza da Volpedo, il capolavoro del 1902 che ha ispirato l’artista perché la riproduzione era presente nella cucina dei genitori, accanto al ritratto di Papa Giovanni. Riconosciamo qui la storia italiana: l’emigrazione, il sacro e il profano, le due Chiese ricordate da Guareschi con Peppone e DonCamillo.
Altro particolare non irrilevante: ne ‘Il Quarto Stato’ i contadini sono ritratti a mani nude, e quindi gli attrezzi dorati costituiscono una presenza complementare, in grado di armare i protagonisti nella lotta per la quale meglio sanno combattere: la dignità del proprio lavoro. Ecco che nei saloni della Galleria i tempi si ricongiungono: tout se tiens in un unico spazio-tempo, secondo la celebre espressione di Ferdinand de Saussure, svizzero anche lui.
La rappresentazione di un’opera universale come ‘Il Quarto Stato’, in un tempo imprecisato, in una modesta cucina di materani emigrati in Svizzera, può evocare a distanza di decenni la visione creativa del figlio, artista che combatte il disprezzo celebrando il sudore e la fatica di chi la Terra la salvava lavorandola, disinnescando l’ottusità razzista di chi oggi vorrebbe combattere il politicamente corretto con il politicamente infame. Ed è a questo che tutti noi dovremo contribuire, con rinnovata intelligenza e creatività.